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seeeeebi.jpgMi chiamo Sebastiano, ma per voi, come per gli amici, sono Seby.
 
Ho 29 anni e vivo a Sortino in provincia di Siracusa, sono un fiorista con la passione per la lettura. Ho scoperto per caso l'esistenza di questo sito, durante una ricerca in rete, e da quel momento giornalmente non perdo mai l'occasione di visitarlo: trovandoci sempre nuovi spunti per riflettere e una voce amica sempre disponibile. Sono entrato in chat per primo, forse, e da subito mi ha colpito l'ambiente di gioia che regna. Accetto volentieri l'incarico di moderatore ringraziando tonino per la fiducia... spero di non dovere usare mai i miei 'poteri' anzi sono certo che è una pura formalità il 'moderatore' date le buone intenzioni della chat. Vi aspetto per condividere qualsiasi sensazione ed emozione. Seby
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Il Pellegrino Russo

Il Pellegrino russo o Le relazioni di un pellegrino o I racconti di un pellegrino russo è da definirsi un “manuale” semplice e ricco di esempi pratici adatto a chiunque voglia comprendere la natura della preghiera e conoscere i suoi frutti. Attraverso i viaggi del pellegrino, ai suoi incontri e la lettura della Philocalia con gli insegnamenti dei santi Padri, si giunge a comprendere in pieno sia la tecnica sia gli effetti che la preghiera interiore procura a chi la esercita. Le parole dell’Apostolo Paolo “Prega incessantemente” inducono il nostro pellegrino ad iniziare un vero e proprio esercizio pratico: ripetere continuamente la preghiera di Gesù “Signore Gesù Cristo abbi misericordia di me” al fine di trasformare la quantità della preghiera in qualità, in preghiera interiore ed incessante. La figura di Gesù, il Suo nome scanditi come battiti del cuore a ritmo del respiro, sono presenti in ogni attimo e in ogni istante della vita perché al movimento meccanico delle labbra, col tempo, sopraggiunge il pulsare naturale del cuore che arde sempre più dal desiderio di unirsi con Dio. Un’anima che brama la salvezza deve ricorrere alla preghiera, supplicando l’aiuto di Dio nel concederle una fede salda e la capacità di compire opere buone. Dio ha assegnato alla volontà dell’uomo solo la quantità della preghiera, sta a Lui,  poi, trasformare la quantità in qualità, la nostra preghiera imperfetta in un dono perfetto e gradito.

 

“La vera preghiera deve essere offerta con mente e cuore puri, con fervore ardente, con grande attenzione, con timore e venerazione e con la più profonda umiltà”


Posted @ 7/28/2008 5:26:21 PM by ilventofolle@hotmail.it | COMMENTS (2)


Angela da Foligno "Il Libro"

La conoscenza di se stessi è il punto d’inizio per intraprendere la via della conoscenza di Dio. Angela da Foligno inizia così la sua “Via della Penitenza”, un percorso ben suddiviso che, in 26 passi, porta alla pienezza d’amore e alla visione del “Bene” tanto cercato e sperato. Una donna tormentata dal peccato e da un disagio interiore che attraverso il riconoscimento della sua miseria riesce ad aprirsi totalmente al  sacramento della penitenza donandosi, poi, totalmente al Signore con la castità, e intraprendendo la strada della povertà sull’esempio di san Francesco. S’innamora della Croce e riconosce in essa l’unico rifugio per i peccatori e, per ispirazione, decide di percorrere la via che le permetterà di giungere ai piedi della Croce. Si spoglia di tutto “per essere più leggera e andarci nuda” e viene privata anche dell’affetto di tutti i suoi cari. Considerò un dono divino la morte della madre, del marito e dei suoi figli e pensò che da quel momento il suo cuore sarebbe rimasto in quello di Dio  e quello di Dio nel suo. Inizia a comprendere e ad avvertire l’invito che il Padre gli rivolge senza esserne degna preoccupandosi, ora, di piacere esclusivamente a lui. “Gli invitati alla mensa speciale, sono quelli che vogliono conoscere chi è l’uomo buono che li ha invitati per potergli piacere…essi sanno di essere stati amati molto da Dio e se ne sentono indegni. Per scoprirlo, vanno alla croce, vi si fissano, la guardano vi conoscono l’amore”. Sperimenta così la grazia di “cercare la croce” anche se ne ricava una prima contemplazione insipida; decide, così, di intensificare la penitenza  e sperimentare la vera povertà distribuendo totalmente i suoi beni “Signore ciò che sto facendo lo faccio solo per trovare te. Ti troverò quando avrò finito?”.. “Datti da fare, perché appena avrai finito tutta la trinità verrà in te”. Durante un suo pellegrinaggio verso Assisi si compie tale promessa: Lo spirito santo è in lei “Io farò in te grandi cose” e attraverso il dono “dell’amore per Dio” Angela è certa che la promessa è divenuta vera. Inizia cosi un dialogo costante, alimentato dall’amore che infiamma l’anima, desiderosa di conoscere al meglio colui che l’ha rapita, l’anima inizia ad assaporare consolazioni mai provate.  L’amore per il Dio-uomo crocifisso la porta a considerare perfetta letizia tutte le tribolazioni e le pene individuando in esse grandi strumenti per la crescita, purificazione e santificazione dell’anima, un amore intenso che si prolunga e cresce con l’esperienza del Cristo eucaristico dove individua la costante offerta d’amore e il rinnovarsi del sacrificio della croce. Tutte queste consolazioni, gioie e rivelazioni che le fanno conoscere la vera passione di Cristo, la sua povertà, il dolore patito, non le fanno perdere, però, la sua dimensione, il suo essere piccola, ed è proprio questa sua umiltà, che non svanisce nemmeno quando avverte che “l’anima ha ospitato il pellegrino” che le permette di non perdere mai la giusta misura e di non sentirmi mai sicura. Con questo animo la beata riesce a sopportare grandi prove, infermità del corpo e tormenti spirituali  ricavandone da essi, grazie allo scontro tra l’umiltà che mette in rilievo i nostri difetti e la superbia che martirizza e purifica l’anima alla luce della verità prodotta dall’umiltà, grande consolazione “quanto più l’anima viene abbassata, resa povera o umiliata all’estremo, tanto più viene preparata, liberata e purificata, per essere maggiormente innalzata. Proprio in questo viaggio, nelle tenebre della miseria umana, Angela trova la certezza che cercava, l’unione d’amore: “Nel Bene, che si vedeva nella tenebra, mi raccolsi tutta e diventai così certa di Dio, che ora non posso più dubitare di lui e sono sicurissima di possederlo. Nel Bene così intenso, che si vede nella tenebra, ora è stabile e sicura la mia fermissima speranza”.  “Chiunque vuole conservare la grazia non deve togliere gli occhi dell’anima dalla Croce (…) la Croce è il libro della vita alla cui lettura nessuno può arrivare se non attraverso la preghiera continua” . Non smette mai  di pregare, lo fa anche in vista del suo transito, rendendo grazie per i doni elargiti dalla divina bontà, e supplicando Dio Padre di concederle il beneficio di comprendere in pieno i suoi misteri e il suo amore.


Posted @ 6/29/2008 10:08:29 PM by ilventofolle@hotmail.it | COMMENTS (2)


Il Grande Silenzio di Philip Gròening

"Ringrazio Dio di avermi fatto nascere cieco".  Credo sia la frase più simbolica di queste due ore e quaranta minuti di vita certosina. Il monaco ringrazia per la sua cecità, una menomazione che lo ha escluso dalla visione del mondo ma che gli ha permesso di concentrarsi maggiormente nel focalizzare l'immagine di Colui che va visto con altri occhi. Questa pellicola o film o documentario è "un'oasi di pace", perchè luogo di pace lo è la stessa certosa di Grenoble, uno dei più austeri monasteri certosini incastonato tra le alpi francesi, e penso che ad ognuno possa venire in mente di rinchidersi in questo paradiso, almeno per qualche mese. Un mondo cadenzato e ritmato da gesti semplici che ben si armonizzano con l'avvicendarsi delle stagioni. Nevica, fioriscono gli alberi, è estate e poi cadono le foglie... ed i monaci sono sempre la a vivere di niente e gioire nella semplicità, nel rispetto del silenzio che impedisce loro ogni scambio di parole ma che favorisce la vera comunione spirituale: Essere uniti in Cristo.  Bisogna essere davvero ciechi per liberarsi da ogni influenza, per uscire dalla prigione in cui viviamo e lasciarsi andare alla totale  libertà che si respira dietro le sbarre di una certosa? Ebbene io ho colto un'immensa libertà nelle costrizioni a cui sono "obbligati" i monaci, ho afferrato che esser liberi non vuol dire ciò che intendiamo noi, ma la vera libertà sta nel saper vincere se stessi, abbattere le grate che imprigionano la nostra persona e  impediscono la corsa eterna... Riprendiamo in mano il tempo, riscopriamo nel suo trascorrere tutta la semplicità e la povertà di noi umani, foglie al vento, germogli al sole!


Posted @ 6/15/2008 2:44:29 PM by ilventofolle@hotmail.it | COMMENTS (1)


Corpus Domini

"Ti Porteremo ai nostri fratelli"

Grazie Gesù perché ti sei lasciato accompagnare per le strade ed hai accettato di umiliarti ancora una volta nell'andare a cercare Personalmente i tanti nascosti in casa, barricati nei bar, trincerati dietro barriere di odio e di incomprensioni. Tu hai diretto ogni nostro passo, ogni nostra parola e ogni nostra intenzione. Ho fissato per lunghi attimi La Particola meravigliandomi del mistero che sta dentro a quel Pane, la grandiosità del poterci cibare ancora dopo più di 2000 anni del suo corpo ha davvero una maestosità unica, un amore incondizionato e assoluto, il Suo Amore per noi. Dietro la piccolezza della particola ho scoperto la grandezza divina che mette in risalto la mia effettiva meschinità nei suoi confronti, non sarò nemmeno degno di chinarmi dinanzi a Lui ed invece quotidianamente la sua misericordia mi permette di vivere di Lui, il suo amore mi da la forza di conformarmi a Lui, la speranza mi da la carica per continuare ad affidarmi alla sua capacità di esaudire le mie preghiere e di pianificare solo il meglio per me. O Signore aiutami a non allontanarmi mai dalla tua Luce.

 "Voglio donarti questo mio cuore", ma prima rendilo un degno regalo!


Posted @ 5/26/2008 12:23:56 AM by ilventofolle@hotmail.it | COMMENTS (6)


Riflessione
"Il Signore non fa conto del vigore del cavallo, non apprezza l'agile corsa dell'uomo.
Il Signore si compiace di chi lo teme, di chi spera nella sua grazia"
(Salmo 146)
Oggi leggevo questo salmo e in particolare questi due versetti che  trattano di un tema che da giorni medito grazie anche al passo del Vangelo di Giovanni 21, 15-19 dove Pietro dice al Signore: "Tu sai Tutto".
Da sempre sono un profondo difensore Dell'Essere a discapito dell'Apparire  e non solo per una questione di conformità alla Parola, ma credo, anche, per una predisposizione naturale: “il Signore sa” sta a significare che lui ben comprende cosa si nasconde negli antri del nostro cuore, conosce l’essenza che muove le nostre azioni e ogni nostra intenzione, non occorre, quindi, atteggiarsi se tutto ciò che si fa lo si compie con naturalezza ed amore. A mio avviso la nostra Chiesa soffre molto oggi per questo: è ricca di apparenze e scarsa di sostanze. Molta gente partecipa con il solo scopo di essere in vista e esser considerata praticante non curante del fatto che l’unica Opinione che vale è data da chi fa a meno della vista per "ammirarci". Ci preoccupiamo soltanto di "batterci forte il petto" di inchinarci e mostrare riverenza quando poi, in quei momenti, non si pensa minimamente a Colui che sta davanti a noi. Spesso mi chiedo dove sta il giusto equilibrio tra l’esser testimone nei gesti e nelle azioni e il non peccare di protagonismo, e subito mi rispondo che sta nel saper esternare ciò che si sente, ma non è mica facile! Esternare significa mettere a repentaglio le sensazioni e le emozioni, in balia di un vento che potrebbe danneggiarle, e non poco. Se si è sicuri di tutto, però, questo è un rischio che si deve correre: Siamo chiamati ad esser testimoni, Il Signore non apprezza l'agile corsa dell'uomo ma di sicuro sarà felice dei nostri piccoli passi verso Lui; deponiamo il nostro vigore quando ci apprestiamo ad incontrarlo, gettiamo via le nostre maschere e ogni rivestimento, non servono, se non a renderci ridicoli e bigotti nei suoi confronti. Essere Testimoni e Protagonisti si può, ma con la sincerità nel cuore e la coerenza tra il "dire e il fare".
 
Scendete se volete salire a Lui perché nel salire contro di Lui siete scesi troppo in basso (S.Agostino)

Posted @ 5/11/2008 10:56:26 PM by ilventofolle@hotmail.it | COMMENTS (8)


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