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Mi chiamo Antonietta, sono sposata dal 1971 con Gianni e abitiamo a Pescara. La nostra famiglia, grazie a al nostro unico figlio è aumentata di numero da quando ne è entrata a far parte la sua sposa e i piccoli Giovanni, arrivato ad aprile del 2002 ed Emanuele a giugno del 2006.
Siamo operatori di Pastorale famigliare perchè ci siamo innamorati di Dio e del suo progetto sulla famiglia. I libri di carne, su cui il Signore ci ha dato il compito di rivedere la nostra storia personale e di coppia, sono loro, i figli che ci ha chiamato a generare nello Spirito. Noi, coppia sterile, stiamo sperimentando la fecondità che viene dall'aver accolto Cristo nella nostra vita, anche se con ritardo. Ho acconsentito volentieri a collaborare con questo sito e, anche se materialmente sono io che scrivo, non posso prescindere dal nostro io coniugale, che rende possibile cogliere tante occasioni di grazia.
| Diventare santi |
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Già gli uomini nuovi sono sparsi in tutta la terra. Alcuni sono ancora difficilmente riconoscibili; ma altri possiamo riconoscerli. Di tanto in tanto li incontriamo. Le loro voci e le loro facce sono diverse dalle nostre: più forti, più calme, più liete, più raggianti. Questi uomini partono da dove i più di noi si arrestano. Sono riconoscibili, ma dobbiamo sapere cosa cercare. Non attirano l'attenzione su di sé. Tu immagini di far loro del bene, mentre sono loro a fartene. Ti amano più di quanto ti amino gli altri uomini, ma hanno meno bisogno di te. Sembrano, di solito, avere una quantità di tempo a disposizione, e tu ti domandi da dove gli venga. Quando abbiamo riconosciuto uno di essi, riconoscere il successsivo ci riesce molto più facile. E io sospetto molto fortemente (ma come faccio a saperlo?) che essi si riconoscano tra loro immediatamente e infallibilmente, al di là di ogni barriera di colore, sesso, classe, età, e anche dottrina. Diventare santi è un po' come aderire a una società segreta. Per dirla in termini molto riduttivi dev'essere un gran divertimento.
(C.S. Lewis)
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Posted @ 8/23/2008 12:42:20 PM by laprimaparola@gmail.com |
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| Dal caos al "Cosmos" |
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Convegno regionale RnS per la pastorale famigliare e giovanile
Abruzzo
Dal caos al “Cosmos”
Relatori:prof Lorenzo Cantoni e don Carlino Pancieri
Il Caos, la confusione, la disgregazione del mondo in cui viviamo, ce li ha illustrati egregiamente il primo relatore, il professor Lorenzo Cantoni, quando ci ha parlato del bla bla della Babele dei nostri giorni, la torre che ci siamo costruita per celebrare la vittoria del non senso, del vuoto, dell’immagine che passa sul teleschermo senza sporcarti, toccarti, cambiarti. La parola che cambia la vita ce la siamo dimenticati, è merce preziosa, è tesoro nascosto che solo gli affamati di Dio, i poveri di spirito possono trovare e gustare. Il totem attorno a cui si celebra il funerale della comunicazione è il televisore, in funzione del quale si dispongono i mobili della casa. Provare a mettere al posto del teleschermo al centro della scena un frigorifero o un aspirapolvere nessuno l’ha fatto, anche se gli abbiamo battuto le mani, quando ce l’ha suggerito. Sarebbe stato bello averne il coraggio, ma almeno il televisore potevamo cambiarlo di posto, dietro le poltrone per esempio così che, per vederlo, bisogna fare fatica, bisogna pensarci un po’ su e, chissà che nel frattempo non incroci lo sguardo di chi ti sta di fronte, che con te trasporta il televisore perché non cada, e ti viene voglia di chiedergli perché mai ha quella faccia, se gli è successo qualcosa.
Del caos, non c’era bisogno di tante parole per descriverlo, tanto siamo in esso invischiati, ma forse c’era bisogno che qualcuno lo guardasse da fuori e ce ne parlasse, perché ci svegliassimo e ci rendessimo conto di vivere in un mondo senza parole. Chi ha inventato la parola è Dio, che con la parola ha dato ordine al caos primordiale, con la Parola ha dato inizio alla nuova creazione. Ma la Bibbia è la storia di un popolo duro d’orecchi come la nostra che non vogliamo sentire.. Di quali parole l’uomo ha bisogno per ricomporre l’unità perduta, per ritrovare attraverso la frantumazione a cui questa società lo ha costretto, la sua identità più vera e profonda, quella di essere figlio di Dio e fratello in Gesù.? Gesù, la Parola che salva, è venuto ad insegnarci un altro alfabeto, non quello di una legge fatta di prescrizioni e di precetti, ma quella dell’amore che non ha bisogno di parole quando una madre dà mangiare al suo bimbo, quando si alza la notte per vegliare sul suo sonno, quando previene il suo pianto con un bacio o una carezza
La parola, il Logos ti apre al mistero della grande famiglia dei figli di Dio che, come genitore attento e premuroso testimonia come il cuore sia capace di capire, accogliere e soddisfare tutte le esigenze e le attese dei figli. Parola e amore hanno la stessa accezione, perché si identificano in una persona, Cristo Gesù, che ha messo in comunicazione il cielo e la terra con un gesto infinito d’amore, ha mostrato il vero volto del Padre nel dono totale e gratuito di sé.
Così don Carlino, Pancieri ci ha parlato di come si comunica, di come i rapporti possano essere sanati, come la costruzione del corpo di Cristo, la Chiesa, possa crescere ben compaginato e connesso se si guarda a Gesù che ha agito partendo dall’ascolto, ha cambiato posizione, si è scomodato, messo nei panni dell’uomo, traslocando nel suo mondo per poterlo capire e farsi capire di più.
Ci ha invitati a cambiare posizione, quando vogliamo comunicare, mettendoci dall’altra parte, non per rimanerci, ma per vedere, per sentire le stesse cose del nostro interlocutore e poi donargli tutto ciò che possiamo, proprio come ha fatto Gesù, morendo a se stesso e donandosi tutto a noi.
Parlare e amare, amare e servire questi sono i verbi da coniugare insieme a Lui, per cambiare i connotati al volto di questa nostra società orfana di tutto, anche di sogni, una società che deve ritrovare il padre e la madre, quelli che Dio impersona, quei genitori che sempre più nella famiglia umana disattendono a ciò per cui sono stati chiamati.
La famiglia dei figli di Dio non può che imparare l’alfabeto, le parole dell’amore, che nella propria famiglia d’origine, dove s’impara a parlare. La famiglia, la coppia è quella che è chiamata a incarnare la buona notizia dell’amore che salva.
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Posted @ 8/20/2008 10:36:07 PM by laprimaparola@gmail.com |
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| Le Nozze |
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Il 15 agosto si celebrano delle nozze speciali: quelle di Maria, madre di Dio, madre nostra e di tutta la chiesa con il Principe, il figlio del Re. Siamo tutti invitati a godere di questo evento che ci vede non solo spettatori ma anche protagonisti. Dio ci ha comunicato il Suo corpo, quando lo ha speso per noi, incarnandosi e morendo, continua a donarcelo, quando, nell'Eucaristia, si fa così intimo a noi da poter essere da noi assimilato, per diventare nostra carne e nostro sangue. In ogni messa lo Sposo ci chiama perchè vuole anticiparci un pezzetto di paradiso. Benediciamo e lodiamo il Signore perchè ci ha dato Maria, che con il suo "sì" ha permesso ad ogni uomo di godere dei benefici dell'amore incondizionato di Dio. Ringraziamo Maria che alle nozze di Cana si è preoccupata perchè il vino buono fosse somministrato a tutti i commensali fino alla fine.
Buon Ferragosto.Buona festa dell'Assunta.
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Posted @ 8/14/2008 1:36:13 PM by laprimaparola@gmail.com |
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