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Testimonianze di fede Minimize

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Pace e bene, in questa sezione è possibile condividere e commentare alcune testimonianze di fede.

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Chi cerca trova, ma chi ha voglia di farsi trovare

Vivevo normalmente questa mia vita all’interno del “kronos”, con le abitudini mondane e comportandomi come un qualsiasi mio coetaneo, anche se regnava in me un senso d’insoddisfazione, un continuo sentirmi fuori luogo, fuori posto senza arte ne parte e nonostante il mio accettabile inquadramento sociale, con amici e conoscenze, in me era insito un malessere:

 

Che cosa farne dei "miei giorni"?

 

Molto spesso mi soffermavo come ad un bivio e li stavo impassibile di fronte a mille possibilità, in realtà poche, che avrebbero potuto rapirmi e condurmi altrove.

 

Nel gennaio del 2007 ho avuto una di queste pause ed ho tirato le somme più che in ogni altro momento passato con l’aiuto di un’analisi, a modo mio, sullo stato delle cose, sull’effettiva sostanza della vita. Ho semplificato tutto e a furia di pensare e ridurre al massimo il senso della mia vita sono sprofondato nell'abisso, in un buco nero senza via di fuga che da un lato mi ha fatto comprendere molte cose dall'altro ha corroso parte di me segnandola per sempre... ...anche positivamente!

 

Da questo periodo ho ricavato il mio distacco verso il lato materiale della vita, che la nostra volontà può abbattere molti problemi creati dall’ignoranza, dalla superbia, che l’uomo tende continuamente a complicarsi l’esistenza quando essa può essere resa più semplice, ho compreso che il tesoro da ricercare e al quale si deve ambire fosse diverso, con la consapevolezza che fino ad allora avevo cacciato in luoghi proibiti nei quali l’aridità sovrastava: non era lì che si celava il mio tesoro.

 

Quelle sere, le ricordo, buie e terrificanti, avevo di fronte solo la morte come unica meta della nostra vita, chiedevo aiuto a Dio e ricordo che iniziai a pregare a rivolgere domande  con richieste di risposte  immediate, come se nella mia preghiera ci fosse la potenza di una “bacchetta magica”. Passarono i giorni, il grigio e con essi La Voglia di Avere La Risposta, non pensavo più alle questioni proposte, amareggiato del fatto che mai avrei avuto un riscontro atteso. Certo allora non comprendevo tante cose, che quei tempi erano i miei e non quelli Suoi, non sapevo che il suo kairos e il mio kronos hanno in comune solo la “sostanza”, l’essere tempo, ma erano differenti nella forma che addirittura scompare nella dimensione infinita del primo.

 

Continuai la mia vita come sempre senza uno scopo, vivendo alla giornata, dimenticandomi di Dio, che glorificavo in ogni caso a modo mio e apparentemente, nei giorni di festa e con qualche fredda preghiera la sera. Lui, evidentemente,  non aveva gettato la spugna, tramava per me, progettava “dirige i passi dell’uomo e stabilirà la strada per lui” e mai ha pensato minimamente di abbandonarmi e di questo, e non solo, gli rendo grazie.

 

Ad agosto, in un modo del tutto assurdo, tramite un forum cattolico, conosco una persona e da subito nasce un’amicizia come tra due coetanei, due giovani che vanno oltre i propri abiti, l’uno nel rispetto del mondo dell’altro.

 

Passavano i giorni ed intanto aumentava il nostro legame, lui sosteneva che era opera divina il nostro incontro ed io volevo credergli, credere che mi era stato donato dal cielo, ma a quale scopo? Cosa potevo farmene io di un amico? 

 

Forse sostanzialmente niente, ma fu lui che una sera mi consigliò di Confessarmi, di ripristinare un dialogo che avevo interrotto anni addietro o che forse, ora posso dirlo, non avevo mai iniziato.

 

Il 21 ottobre mi trovavo in chiesa per la solita messa domenicale, ero andato un po’ presto, ma senza l’intenzione di farlo, non avevo il coraggio ero intimorito. Seduto sulla sedia aspettavo l’inizio della messa, ma una forza premeva sulla mia schiena come a staccarmi dalla spalliera della sedia  m’induceva ad alzarmi…e così fu, andai, il prete fu ben lieto di confessarmi e mi accostai alla comunione, anche se con la freddezza che da sempre mi aveva caratterizzato. Al Ritorno a casa, però, mi sentivo cambiato o meglio ero onorato per quel dono che, nonostante il mio peccare, mi era stato offerto senza averlo chiesto.

 

Iniziai a pregare e a rendere Grazie al Signore per il suo amore gratuito per aver riaccolto la sua pecora smarrita.

 

L’indomani, per caso, mi trovavo nei pressi di una chiesa ancora aperta, entrai, era appena iniziata la messa: ricorderò per sempre questo momento, durante la consacrazione mi sentivo invaso da un’emozione unica, dopo tremavo quand’ero in fila per ricevere l’Eucaristia e al ritorno a stento trattenevo le lacrime…di gioia: chiesi al Signore “…di foderare il mio cuore con la sua Eucaristia per renderlo adatto ad accoglierlo”.

 

Non credevo a me stesso, mi rifiutavo perché convinto che tutto era frutto della suggestione “spesso facciamo dire a Dio quello che noi vogliamo”

 

Da qui inizia mio cambiamento nel cuore, nei gesti, nelle opere, e se prima accendevo il pc per scaricare materiale insano e sciocchezze ora lo utilizzavo diversamente: siti di preghiere, biografie di santi, liturgie, bibbia on line… sentivo dentro un bisogno immenso come di recuperare il tempo perduto “troppo tardi ti conobbi” e di incamminarmi umilmente verso questa via “la fede viene dall’umiltà, dal saper ammettere i propri limiti” con il bisogno di scoprire la Verità. Mi sentivo riconoscente nei confronti di questo Padrone di casa che mi aveva accolto senza ripensamenti, come obbligato a seguire i suoi precetti spontaneamente incominciai a far tesoro dei suoi consigli.

 

Era frutto del mio volere o io stesso ero “vittima” del Sommo Volere?

 

Mentre mi chiedevo giornalmente tutto ciò iniziavo ad isolarmi dal mondo e da tutti come se il mio cuore dovesse avere orecchie solo per quella voce, per quel forte richiamo, come se potessi vivere solo di quella Parola. Allontanai anche quel mio amico, convinto come ero che era la sua presenza a indurmi in tali comportamenti. Intanto continuavo a pregare, grazie alla chat iniziavo a recitare la liturgia delle ore, a meditare il vangelo riuscendo a trovare continui riscontri e nuove risposte ai miei tanti quesiti.

 

Il Signore Mi ha preso? Credo proprio di si anche se preferisco restare cauto, pur senza perdere mai la sana abitudine di soddisfare la mia sete: sete di verità e d’esser esaudito.

 

Con la preghiera riesco a tendere la mia mano verso la Sua mano, riesco ad aprire il mio cuore chiedendo un rinnovamento per esso, che sia capace di accogliere e custodire la Verità che tanto disperatamente andavo cercando.

 

Questo sono io oggi, ad alcuni sembro un "prodigio", io mi vedo semplicemente  rinnovato ed incanalato, spero,  nella giusta via.

 

Sono ancora in fase di rodaggio anche se inizio a saper comprendere, spero al meglio, ogni singolo messaggio che giornalmente le sue parole mi “riservano”… a chi rendere grazie? A lui Totalmente e a chi, pur indirettamente, mi accompagna…. Prego affinché non mi venga mai a mancare la sete e quella sana insoddisfazione che mi porta a non sentirmi mai arrivato e che mi consiglia di mettermi sempre in fila dietro gli ultimi con pazienza ma impaziente d’essere giornalmente Battezzato.

 

Grazie perché sei capace di fare ben più di quanto ti chiediamo o non comprendiamo di dover fare. - (Testimonianza di un giovane)


Posted @ 1/14/2008 9:48:46 PM by info@unfrancescano.net | COMMENTS (3)


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