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    <title>Gesù al centro della vita</title>
    <description>Lo scopo della nostra vita è annunciare a tutti la bella notizia di Gesù.
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    <pubDate>Fri, 18 May 2012 05:37:49 GMT</pubDate>
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      <title>XXVI Domenica del Tempo Ordinario (Anno B)</title>
      <description>&lt;P align=justify&gt;&lt;FONT color=#0000ff size=4&gt;&lt;FONT size=3&gt;Num 11,25-29 / Sal 18 / Giac 5,1-6 / Mc 9,38-43.45.47-48&lt;/FONT&gt;&lt;BR&gt;&lt;BR&gt;&lt;STRONG&gt;Orme invisi&lt;/STRONG&gt;bili&lt;BR&gt;&lt;BR&gt;Il brano evangelico accomuna argomenti alquanto disparati, legandoli con alcune parole chiave (nome, scandalo). Ci soffermiamo a riflettere sul primo episodio, nel quale l'apostolo Giovanni racconta di aver impedito ad un tale di compiere esorcismi nel nome di Gesù perché "non era dei nostri".&lt;BR&gt;Si tratta di una persona che ha un certo legame con Gesù (scaccia demoni nel suo nome), però non è inserito nella comunità dei discepoli. Giovanni gli vieta di operare: ritiene che costui non possa essere animato dallo Spirito Santo, perché non ha ricevuto alcun mandato dal Signore.&lt;BR&gt;Gesù però la pensa diversamente. La sua argomentazione ("non c'è nessuno che faccia un miracolo nel mio nome e subito dopo possa parlare male di me") significa in sostanza che lo Spirito Santo può animare anche chi non ha legami visibili con la chiesa.&lt;BR&gt;Dio ha voluto alcune "strutture" della salvezza, strade ben precise, elementi visibili e tangibili che fossero portatori del suo Spirito. Si tratta della chiesa e di tutte le ricchezze spirituali di cui in essa godiamo: tutto vi è sacramento, tutto strumento di salvezza (non solo i sette sacramenti).&lt;BR&gt;Dio tuttavia non è imprigionato nelle strutture che egli stesso ha stabilito, nel senso che non potrebbe agire al di fuori di esse. Lo Spirito soffia dove vuole. Dio è immenso, e la sua azione non è limitata ai confini della chiesa visibile. Dobbiamo vedere le strutture salvifiche come doni per l'uomo e non limiti per Dio, come arricchimento dell'uomo e non impoverimento di Dio.&lt;BR&gt;Il Signore esclude pertanto dalla sua chiesa ogni spirito settario che veda il bene soltanto nel proprio gruppo. Si può essere settari per esaltare il proprio io - abbiamo grande creatività in questo -; e si può anche essere animati da buone intenzioni, per attaccamento a Cristo, per esaltare la sua unicità. Di fatto, però, si sbaglia tutte le volte che si finisce per ritenere di fatto impossibile l'azione dello Spirito Santo oltre i nostri schemi, di vario tipo.&lt;BR&gt;Tendiamo sempre agli squilibri, e la vastità di orizzonti della Parola di Dio può smarrirci. È utile ricordare che il fatto che lo Spirito possa agire fuori dei canali visibili, non significa affatto che essi siano inutili o secondari. Hanno la loro funzione insostituibile e il loro senso preciso nell'economia della salvezza. Chi è chiamato da Dio alla fede, al battesimo, a essere membro della Chiesa, ha il dovere preciso di rispondere il proprio sì. Ogni cristiano è ed ha un dono prezioso per tutta la famiglia umana.&lt;BR&gt;Sempre, però, nella liberante certezza che le vie di Dio nella storia sono sempre più ampie delle nostre, e le sue impronte restano nascoste nel mistero, come quando interveniva a liberare il suo popolo: "Sul mare passava la tua via, i tuoi sentieri sulle grandi acque e le tue orme rimasero invisibili" (Sal 77,20).&lt;BR&gt;&lt;BR&gt;don Marco Pratesi&lt;BR&gt;&lt;/FONT&gt;&lt;A href="http://zabaione.blog.excite.it/"&gt;&lt;FONT color=#0000ff size=4&gt;http://zabaione.blog.excite.it/&lt;/FONT&gt;&lt;/A&gt;&lt;/P&gt;</description>
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      <author>info@unfrancescano.net</author>
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      <pubDate>Sun, 24 Sep 2006 10:42:17 GMT</pubDate>
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