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17/04/2007

At 5, 17-26; Sal.33; Gv 3, 16-21.

COMMENTO ALLE LETTURE

Continua il racconto di Luca negli Atti degli Apostoli. Si sapeva che se hanno trattato male il Maestro anche i discepoli subiranno castighi. Oggi gli Apostoli sono in prigione, ma la prigione non può trattenerli, come la tomba non ha potuto trattenere Gesù. L'Angelo del Signore apre le porte, li conduce fuori e dice loro: «Andate, e mettetevi a predicare al popolo nel tempio tutte queste parole di vita». La vita del Cristo risorto non può essere bloccata da nessuna minaccia umana, Dio è sempre il più forte, e nella vita di quelli che credono si manifesta in modo prodigioso. E si manifesta rendendo loro possibile testimoniare la risurrezione di Cristo. Infatti l'intervento miracoloso di Dio avviene per favorire la testimonianza: «Andate ad annunciare...». E gli Apostoli, che dovrebbero essere diffidenti, visto che sono stati appena arrestati e gettati in carcere, si mettono a insegnare già all'alba, senza curarsi delle minacce che pesano su di loro. Così manifestano la forza della risurrezione di Cristo. Attestano la luce, chiamano tutti alla conversione, ad accogliere la stessa vita nuova che in essi si manifesta grazie all'assistenza prodigiosa di Dio e alla loro risposta coraggiosa al dono divino.
Il tempo di Pasqua deve mettere in noi lo slanci della riconoscenza verso Dio e lo slancio della fiducia piena di coraggio. Dio è intervenuto a nostro favore Dio interviene continuamente a nostro favore, purchè noi aderiamo continuamente a Gesù risorto, che è li nostra speranza, la nostra vita, la novità di tutto il nostro essere.
«Dio ha mandato il suo Figlio nel mondo perché i mondo si salvi per mezzo di lui: Chi crede in lui nor è condannato»: è passato dalla morte alla vita, perchè crede a Cristo risorto.

At 5, 17-26
In quei giorni, si alzò il sommo sacerdote e quelli della sua parte, cioè la setta dei sadducei, pieni di livore, e fatti arrestare gli apostoli li fecero gettare nella prigione pubblica.
Ma durante la notte un angelo del Signore aprì le porte della prigione, li condusse fuori e disse:
 «Andate, e mettetevi a predicare al popolo nel tempio tutte queste parole di vita» .
Udito questo, entrarono nel tempio sul far del giorno e si misero a insegnare. Quando arrivò il sommo sacerdote con quelli della sua parte, convocarono il sinedrio e tutti gli anziani dei figli d'Israele; mandarono quindi a prelevare gli apostoli nella prigione.
Ma gli incaricati, giunti sul posto, non li trovarono nella prigione e tornarono a riferire:  «Abbiamo trovato il carcere scrupolosamente sbarrato e le guardie ai loro posti davanti alla porta, ma, dopo aver aperto, non abbiamo trovato dentro nessuno» .
Udite queste parole, il capitano del tempio e i sommi sacerdoti si domandavano perplessi che cosa mai significasse tutto questo, quando arrivò un tale ad annunziare:  «Ecco, gli uomini che avete messo in prigione si trovano nel tempio a insegnare al popolo» . Allora il capitano uscì con le sue guardie e li condusse via, ma senza violenza, per timore di esser presi a sassate dal popolo.

Sal.33
RIT: Ascolta, o Dio, il povero che ti invoca.

Benedirò il Signore in ogni tempo, sulla mia bocca sempre la sua lode. 
Io mi glorio nel Signore, ascoltino gli umili e si rallegrino.

Celebrate con me il Signore, esaltiamo insieme il suo nome.
Ho cercato il Signore e mi ha risposto e da ogni timore mi ha liberato.

Guardate a lui e sarete raggianti, non saranno confusi i vostri volti.
Questo povero grida e il Signore lo ascolta, lo libera da tutte le sue angosce.

L'angelo del Signore si accampa attorno a quelli che lo temono e li salva.
Gustate e vedete quanto è buono il Signore; beato l'uomo che in lui si rifugia.

Gv 3, 16-21
Dio ha tanto amato il mondo da dare il suo Figlio unigenito, perché chiunque crede in lui non muoia, ma abbia la vita eterna.
Dio non ha mandato il Figlio nel mondo per giudicare il mondo, ma perché il mondo si salvi per mezzo di lui. Chi crede in lui non è condannato; ma chi non crede è già stato condannato, perché non ha creduto nel nome dell'unigenito Figlio di Dio.
E il giudizio è questo: la luce è venuta nel mondo, ma gli uomini hanno preferito le tenebre alla luce, perché le loro opere erano malvagie.
Chiunque infatti fa il male, odia la luce e non viene alla luce perché non siano svelate le sue opere. Ma chi opera la verità viene alla luce, perché appaia chiaramente che le sue opere sono state fatte in Dio.
--
La Liturgia della Settimana
Preparata dai giovani monaci del monastero di Bassano Romano (VT)

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1 commenti...

Re: Andate in tutto il mondo...

Bisogna che chiediamo la grazia al Signore di farci trovare il coraggio di essere cristiani in ogni momento della nostra vita. Coraggio e orgoglio che oggi a mio modesto parere è stato smarrito dalla maggior parte del popolo santo di Dio.

Da ciccio a   21/04/2007

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