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21/08/2008

Benedetto XVI invita a lasciarsi affascinare da una santità che «non è lusso per pochi ma destino comune a ogni uomo» L’udienza del mercoledì

 Cari fratelli e sorelle! Ogni giorno la Chiesa offre alla nostra considerazione, uno o più santi e beati da invocare e da imitare. In questa setti­mana, ad esempio, ne ricordiamo alcuni molto cari al­la devozione popolare. Ieri, san Giovanni Eudes, che di fronte al rigorismo dei giansenisti – siamo nel se­colo XVII – promosse una tenera devozione, le cui fon­ti inesauribili egli indicò nei sacri Cuori di Gesù e di Maria. Quest’oggi ricordiamo san Bernardo di Chia­ravalle che, dal Papa Pio VIII fu chiamato «dottore mel­lifluo », perché eccelleva «nel far distillare dai testi bi­blici il senso che vi si trova nascosto». Questo mistico, desideroso di vivere immerso nella «valle luminosa» della contemplazione, fu condotto dagli eventi a viaggiare per l’Europa per servire la Chiesa, nelle necessità del tempo e per difendere la fede cri­stiana. È stato definito anche «dotto­re mariano» non perché abbia scritto moltissimo sulla Madonna, ma per­ché ne seppe cogliere l’essenziale ruo­lo nella Chiesa, presentandola come il modello perfetto della vita mona­stica e di ogni altra forma di vita cri­stiana.
  Domani ricorderemo san Pio X, che visse in un periodo storico travaglia­to. Di lui Giovanni Paolo II ebbe a di­re, visitandone il paese natale nel 1985: «Ha lottato e sofferto per la libertà della Chiesa, e per questa libertà si è rivelato pronto a sacrificare privilegi ed onori, ad affrontare incomprensione e de­risione, in quanto valutava questa libertà come ga­ranzia ultima per l’integrità e la coerenza della fede». ( Insegnamenti di Giovanni Paolo II, VIII, 1, 1985, pg. 1818) V enerdì prossimo sarà dedicato alla Beata Ma­ria Vergine Regina, memoria istituita dal Servo di Dio Pio XII nel 1955, e che il rinnovamento liturgico voluto dal Concilio Vaticano II ha posto a com­plemento della solennità dell’Assunta, poiché i due privilegi formano un unico mistero. Sabato, infine, pregheremo Santa Rosa da Lima, prima santa cano­nizzata del continente latinoamericano, del quale è patrona principale. Santa Rosa amava ripetere: «Se gli uomini sapessero che cos’è vivere in grazia, non si spa­venterebbero di nessuna sofferenza e patirebbero vo­lentieri qualunque pena, perché la grazia è frutto del- la pazienza». Morì a 31 anni nel 1617, dopo una breve esistenza intrisa di privazioni e di sofferenza, nella fe­sta di san Bartolomeo apostolo, del quale era molto de­vota, perché aveva patito un martirio particolarmen­te doloroso. C ari fratelli e sorelle, giorno dopo giorno la Chie­sa ci offre dunque la possibilità di camminare in compagnia dei santi. Scriveva Hans Urs von Balthasar che i santi costituiscono il commento più im­portante del Vangelo, una sua attualizzazione nel quo­tidiano e quindi rappresentano per noi una reale via di accesso a Gesù. Lo scrittore francese Jean Guitton li descriveva «come i colori dello spettro in rapporto alla luce», perché con tonalità e accentuazioni proprie ognuno di loro riflette la luce della santità di Dio. Quan­to importante e proficuo è, pertanto, l’impegno di col­tivare la conoscenza e la devozione dei santi, accanto alla quotidiana meditazione della Parola di Dio e a un amore filiale verso la Madonna! I l periodo delle ferie costituisce cer­tamente un tempo utile per pren­dere in mano la biografia e gli scrit­ti di qualche santo o santa in partico­lare, ma ogni giorno dell’anno ci offre l’opportunità di familiarizzare con i nostri celesti patroni. La loro espe­rienza umana e spirituale mostra che la santità non è un lusso, non è un pri­vilegio per pochi, un traguardo im­possibile per un uomo normale; essa, in realtà, è il destino comune di tutti gli uomini chiamati ad essere figli di Dio, la vocazione universale di tutti i battezzati.
  La santità è offerta a tutti; natural­mente non tutti i santi sono uguali: sono infatti, come ho detto, lo spettro della luce divina. E non necessa­riamente è grande santo colui che possiede carismi straordinari. Ce ne sono infatti moltissimi i cui nomi sono noti soltanto a Dio, perché sulla terra hanno con­dotto un’esistenza apparentemente normalissima. E proprio questi santi «normali» sono i santi abitual­mente voluti da Dio. Il loro esempio testimonia che, sol­tanto quando si è a contatto con il Signore, ci si riem­pie della sua pace e della sua gioia e si è in grado di diffondere dappertutto serenità, speranza e ottimismo. Considerando proprio la varietà dei loro carismi, Ber­nanos, grande scrittore francese che fu sempre affa­scinato dall’idea dei santi – ne cita molti nei suoi ro­manzi – nota che «ogni vita di santo è come una nuo­va fioritura di primavera». Che ciò avvenga anche per noi! Lasciamoci per questo attrarre dal soprannatura­le fascino della santità! Ci ottenga questa grazia Ma­ria, la Regina di tutti i Santi, Madre e Rifugio dei pec­catori!

 «È importante e proficuo l’impegno di coltivare la conoscenza e la devozione dei nostri celesti patroni»

(Inviato da Diego ed Alessandra)

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1 commenti...

Re: «Santi nel quotidiano: riflessi della luce di Dio»

La santità è quando si accetta il Signore con opere, carità, e con perseveranza: il Vangelo ci guida, e il nostro cuore puro opera insieme a Gesù risoto. Quindi per ognuno di noi, essere santi, non vuol significare essere innalzati alla gloria dagli uomini, ma essere membra del Corpo mistico di Cristo.

Da contemploiltuovoltoSignore a   21/08/2008

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