L’evento della Pentecoste viene considerato il giorno di nascita della Chiesa.
La Pentecoste è una delle tre feste principali della tradizione ebraica. Le altre due sono: la festa degli Azzimi (Pasqua) e quella del Raccolto.
In queste tre feste c’era l’obbligo del pellegrinaggio al santuario di Jahvè. In origine, la Pentecoste era una festa agricola che seguiva la fine della mietitura del frumento e veniva celebrata 50 giorni dopo la Pasqua. Da qui il nome greco “pentecoste”.
Subito dopo l’esilio si unì al carattere agricolo della festa il ricordo della promulgazione della legge del Sinai e dell’alleanza con Jahvè, per cui divenne una festa commemorativa anche di questi eventi e di conseguenza in occasione del pellegrinaggio al Tempio di Gerusalemme si radunava nella città santa una folla immensa.
È in questa occasione che Luca colloca l’evento della venuta dello Spirito e l’inizio del ministero apostolico.
Si può fare un parallelismo fra Pentecoste e Battesimo e cioè tra inizio della vita pubblica della Chiesa e inizio della vita pubblica di Gesù.
A Pentecoste nasce quindi la Chiesa mediante l’effusione dello Spirito. Lo Spirito Santo agisce sulla comunità cristiana operando manifestazioni visibili di potenza.
I principali segni presenti nell’evento della Pentecoste sono:
Il vento. Il vento col rumore che lo accompagna è il 1° elemento che caratterizza la scena. Il vento impetuoso, nella Bibbia, è segno della potenza e trascendenza di Dio.
Il rombo. Il rombo richiama i tuoni e i lampi della Rivelazione sul monte Sinai, il suono fortissimo di tromba che scuote il popolo, Dio che parla a Mosè con voce di tuono.
Lingue come di fuoco. Queste lingue si suddividono e si posano su ciascun apostolo. Anche il fuoco è un elemento tipico della presenza e della manifestazione di Dio: il Signore, durante l’esodo, marcia alla testa del popolo come colonna di nube durante il giorno e come una colonna di fuoco per far loro luce durante la notte.
Se facciamo un parallelismo con la scena del Battesimo di Gesù, in entrambi i casi alla discesa dello Spirito si accompagna qualcosa di visibile: a Pentecoste, le lingue di fuoco, al momento del Battesimo, la colomba. La colomba non raffigura lo Spirito Santo ma il popolo d’Israele. Lo Spirito scende sul Messia al momento del Battesimo, in forma di colomba per far comprendere che la sua missione consisterà nel costituire il nuovo popolo di Dio. Nella Pentecoste lo Spirito scende sugli apostoli come lingue di fuoco per indicare l’effetto dell’effusione dello Spirito.
Genere letterario: Luca apre le due parti dell’opera con alcuni episodi che assumono un valore programmatico, di prefigurazione di quanto si verificherà in seguito. Il fatto centrale è la discesa dello Spirito Santo su Gesù e sulla sua comunità, sia Gesù che gli Apostoli danno inizio al loro ministero pubblico con la citazione di un testo dell’A.T. sulla effusione dello Spirito.
I protagonisti della Pentecoste sono 3:
1. Lo Spirito Santo;
2. Il gruppo dei discepoli;
3. La folla.
Lo Spirito Santo è menzionato esplicitamente solo nella 1° parte, nell’evento della Pentecoste.
I discepoli nella 1° parte ricevono lo Spirito, nella 2° parte entrano in azione nella proclamazione della Parola davanti alla folla convenuta.
La folla rappresenta simbolicamente tutti i popoli della Terra. L’evento della Pentecoste mette in evidenza l’universalismo.
Luca sottolinea che la Rivelazione è destinata a tutti gli uomini, e che la Chiesa nasce dal primo momento come essenzialmente missionaria.