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LA TEOLOGIA DELLA TENEREZZA - Mons.Carlo Rocchetta Riduci

LA TEOLOGIA DELLA TENEREZZA NEL RAPPORTO UOMO-DONNA

Mons.Carlo Rocchetta

Appunti di Raffaele D’Errico sulla relazione presentata il 28 aprile 2001 in occasione della

5° Settimana Nazionale di Studi sulla Spiritualità coniugale e Familiare

Ufficio Nazionale della CEI per la Pastorale della famiglia.

 

Si è gratificati di un dono immenso quando si è capaci di tenerezza.

La tenerezza conferisce alla vita di coppia come una nuova “leggerezza dell’essere”.

 

La tenerezza è il sentimento più alto e più nobile del cuore umano, poiché misura

l’humanum. Tenerezza e bellezza vanno di pari passo. Solo la tenerezza è in grado di rendere profondo e bello il rapporto coniugale. La patologia della coppia nasce proprio quando non si è capaci di tenerezza. Il sacramento del matrimonio è la grazia di una nuova tenerezza, quella tenerezza che ha mostrato il Cristo tra noi nella sua missione sulla terra. La tenerezza, quindi, si mostra quale icona del matrimonio.

 

Discernere un corretto concetto di tenerezza e decidersi per essa.

Fondamentale, però, è comprendere e discernere il concetto di “tenerezza” da quello che è il “desiderio di tenerezza”, che esprimono due eventi totalmente diversi.

Il sentimentalismo, il desiderio della tenerezza è un qualcosa che utilizzo per me, è qualcosa che sta fuori di me e che utilizzo per me stesso, per vivere un momento di …tenerezza.

La tenerezza, invece, è intesa come “un essere di tenerezza” e non come “avere tenerezza”. Tenerezza significa “tendere verso” e che è il contrario dell’avere tenerezza.

Esseri fatti di tenerezza, proprio come lo è Dio. Coinvolge tutto l’essere: è lo stupore di essere, di amare, di adorare. La tenerezza come “forza dell’umile amore”, che non è un momento, ma un sentimento che pervade e impregna l’anima. La tenerezza non è debolezza, ma si coniuga con “fortezza”. Gesù stesso ha vissuto tutta la sua vita con tenerezza, ma nel tempio ha anche usato la forza scacciando i mercanti dal tempio. Così come, dinanzi all’adultera ha usato tutta la sua tenerezza, ma anche la sua forza: «I tuoi peccati ti sono perdonati: va’ e non peccare più!». La sua tenerezza è attenta con la persona, penetrante ed è una tenerezza dinamica, creativa, forte.

La tenerezza si oppone a due sentimenti: la rigidità e l’egocentrismo. Essa impone “disponibilità al cambiamento”: si fa rispetto, convivialità. Si colloca su due livelli: del sentirsi amati e del lasciarsi amare. E’ la disponibilità a vivere la nostra esistenza sull’amore non opponendo resistenza, accettando se stessi e facendosi teneri, con cordialità (cor-cordis= con cuore). La tenerezza come forza dell’umile cuore.

Il linguaggio della tenerezza è “tacere” colorando l’infinito. La tenerezza è questo viaggio nel mondo trasfigurando tutto con gli occhi del cuore.

Forza brutale o forza dell’umile amore? Cristo da’ la risposta col paradosso della croce, vincendo il male con il bene, in un abbraccio di profonda tenerezza fino alla fine:«…perdona loro perché non sanno quello che fanno!». Non c’è forza più grande di questa? Una forza che può cambiare il mondo! Avete mai provato a perdonare con tenerezza? A lasciare il passo a chi vi spinge e con tenerezza? Il vostro gesto si moltiplicherà!

Il sentimento che invece domina il mondo è fatto di collera, di tristezza, che porta collera e tristezza.

La tenerezza non è un sentimento dei deboli, delle donne, semmai fossero deboli, ma è per i forti e presuppone una decisione personale. E’ una potenzialità che deve essere scelta. Così come una pianta tende verso la luce, anche noi dobbiamo emergere e protendere verso la tenerezza che è la nostra linfa vitale

.

 

La tenerezza come “mistero nuziale” della storia.

Il “maschile” e il “femminile” è riflesso dell’eterna tenerezza che sussiste in Dio-Trinità. La tenerezza fa emergere la ricchezza dell’altro, in uno scambio di doni. Alla luce del rapporto di coppia come riflesso di questa tenerezza divina, potremmo affermare che la coppia nel matrimonio è chiamata a sviluppare in se stessa la tenerezza di Dio trinitario: Dio l’amante (moglie e marito), Cristo l’eterno amato (i figli), lo Spirito Santo l’Amore (il rapporto dei corpi). La famiglia, così, diventa s acramento (ossia segno sensibile ed efficace della grazia di Dio) della tenerezza di Dio nel mondo, quindi suo specifico mezzo di santificazione, la tenerezza, cioè, diventa “tenerezza teologale” nella prospettiva della grazia. La grazia come dono del Padre, dono cha chiama al dono, come accoglienza, come dono, come condivisione.

L’amore di Dio è stato diffuso nei nostri cuori dallo Spirito, in virtù della grazia del matrimonio, e quindi chiamati all’amore. La circolarità della trinità, dono, accoglienza,condivisione, è grazia per noi.

Nell’essere sposati nel Signore la tenerezza degli sposi diviene come quella di Cristo per la sua Chiesa sposa e fa parte del mistero nuziale.

La missione della famiglia diventa così sacramento, ovvero segno, vivente di Dio trinità che si è fatto tenerezza per la sua Chiesa, attraverso il Padre che dona il Figlio sulla croce e lo Spirito che soffia sulla chiesa. La famiglia “icona trinitaria”.

 

La tenerezza come dono e viaggio della coppia sposata “nel Signore”.

Ma la tenerezza nella coppia è un viaggio da costruire. Essa sarà fatta di momenti di stanchezza, di sofferenza, di sconforto, ma se vissuta nel dono, nell’accoglienza e nella condivisione sarà quel sacramento nel mondo e per il mondo. «La salvezza - dirà il Santo Padre alle porte del terzo millennio - passerà per la famiglia».

La tenerezza della coppia, così vissuta, rappresenterà la sorgente viva della sessualità coniugale, sua anima e via di realizzazione. Sarà questa tenerezza che manterrà la vita di coppia sempre fresca, attuale, viva, se vissuta con “eros”, con “agape” e con “philia” (= di amicizia, di confidenza, di scambio). L’amicizia è il lievito affettivo nella coppia.

La tenerezza diventa la sorgente viva della sessualità coniugale, sua anima e sua via di relazione. Se la coppia vive la tenerezza come capacità di stupirsi, vive nella freschezza il proprio sentimento d’amore. L’estetica spirituale dell’amore è la tenerezza, la quale dona sorprese senza fine.

Una coppia di sposi chiese un giorno al Maestro: «Cosa dobbiamo fare perché il nostro amore duri per sempre?» «Lasciate che Dio riempia il vostro cuore».

La tenerezza salverà il mondo.

 

Bibliografia.

Rocchetta C., Teologia della tenerezza. Un “Vangelo” da riscoprire. EDB, Bologna 2000

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