Epoca: 330 D.C.
Scritti o passi: Contro Eunomio; De Spiritu Sancto; Gv. 5,19; 1Cor. 1,24; Gv. 14,28; Gv. 1,2.
Minaccia: EUNOMIO
Novità: TERMINOLOGIA: E’ impossibile definire la sostanza divina.
Il Padre e il Figlio sono termini relativi e non assoluti. Questi termini sono importanti per lo sviluppo della teologia trinitaria futura.
Distingue la relazione di provenienza e la successione cronologica.
Gv.1,2: “Era”. Continuità di tempo, ci fa capire che il Figlio è sempre stato con il Padre.
I tre sono distinti, hanno in comune la natura. Unità nella sostanza, ma proprietà distinte che non rompono la sostanza comune. L’unione dei tre è chiamata KOINONIA.
Il Padre e il Figlio hanno la divinità comune, mentre la paternità e la figliolanza sono proprie di ciascuno. Non vi è nessuna differenza di natura tra luce ingenita e luce ingenerata.
Padre: Dio si conosce solo attraverso il Figlio e lo Spirito, nell’uguaglianza di potere che è data dall’identità di natura.
Dio è ingenito. Ingenito è una parola che ci aiuta a comprendere chi è Dio.
Gv. 14,28: “Il Padre è più grande di me”. Il Padre è principio di tutte le cose, quindi anche del Figlio.
Figlio: Gesù è della stessa natura del Padre, è generato ed eterno.
Spirito Santo: Lo Spirito Santo non è una creatura e lo considera nella triade divina.
Il De Spiritu Sanctu del 375 sviluppa la questione dello Spirito unito al Padre e al Figlio, nella formula tradizionale. Lo Spirito opera anche nella creazione. Lo Spirito è colui che distribuisce doni, è capace di divinizzare. La grandezza dello Spirito la possiamo vedere da come agisce Gesù.