Epoca: 257
Scritti o passi: Gv. 10,30.
De Trinitate.
Minaccia: SABELLIO.
- Novità: L’unione non implica l’identità personale (come diceva Sabellio) che seguiva la via dei patripassisti). In Novaziano non tanto unità di sostanza, ma unità di amore, concordia, somiglianza, carità. Gv.10,30: “I due sono una cosa soia”.
Padre: Il Padre è in relazione alla creazione, è colui che è fonte di tutto, genera tutto ed ha un Figlio che è detto anche Dio. Colui che genera è il principio.
Figlio: Il Figlio è visto come colui che non toglie niente al Padre e siccome procede da Dio è anch’egli Dio. Tutto ciò che ha ricevuto, lo ha ricevuto dal Padre. Il Figlio non dobbiamo metterlo allo stesso livello, perché non è principio, quindi in qualche maniera è inferiore. Si può parlare di indipendenza. Lui era già nel Padre dall’inizio e venne generato quando “EGLI VOLLE”. Il Figlio ha il principio nel Padre, quindi la sua persona è eterna.
Spirito Santo: Il De trinitate al cap.29, parla dello Spirito. lo Spirito non è chiamato persona, ha un carattere divino. Lo Spirito è sempre lo stesso, sia nell’A.T. che nel N.T., la presenza dello Spirito diventa piena e risiede nella Chiesa dove abita, dopo la risurrezione di Cristo.