Epoca: III secolo.
Scritti o passi: Gv. 16,28.
Contra Noetum.
Minaccia: NOETO di tendenza PATRIPASSISTA. Il Paatripassismo dice che: “Il Padre si incarnava, soffriva e moriva”.
Novità: Ippolito va contro il patripassismo dicendo che: “Si, possiamo deire che prima del tempo Dio era solo, ma in realtà in Lui vi era il Logos e la Sapienza, tutto era in Lui”. Secondo lui esiste una relazione fra la processione eterna che avviene secondo lo Spirito e la processione umana che avviene secondo la carne con Maria. La prima è orientata alla seconda. Per Ippolito nella carne scende la potenza del Padre e non il Padre.
Gv. 16,28: “Sono uscito dal Padre e vengo”. Questo sottolinea la distinzione tra Padre e Figlio pur nell’unità di potenza. (la generazione del Figlio è una distinzione indivisa).
Padre: Dio manifesta il Logos per mezza del quale fa tutte le cose.
Figlio: Il Logos è frutto della volontà di Dio, con l’atto creativo c’è la distinzione tra Dio e il Logos. Il Logos è una generazione divina, frutto della volontà del Padre, Lui lo genera in ordine alla creazione del mondo, di conseguenza l’unicità di Dio è compatibile con l’economia salvifica.
Spirito Santo: Ippolito non parla mai dello Spirito come persona, anche se utilizza la forma triadica.