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Ario Riduci

 

Epoca:                       Nasce nel 260 D.C.

 

Scritti o passi:           Gv. 14,28; Gv. 10,30; Col. 1,15; Prov. 8,22; Mc. 10,18; Mt. 26.

 

Minaccia:                   SABELLIO.

 

Novità:                        - Generazione = Creazione.

- Cristo è privilegiato da Dio, ma è sempre una creatura.

-  Nega la divinità del Figlio.

-     Lui vuole salvaguardare l’unicità di Dio, perché secondo lui se il Figlio fosse stato Dio, Dio sarebbe sminuito.

-     Rifiuta ogni forma di generazione.

Ario interpreta i testi biblici in maniera diversa:

Gv. 10,30: “Io e il Padre siamo una cosa sola”. Unione di volontà e non di sostanza. Il Figlio non partecipa della volontà del Padre.

Gv. 14,28: “Il Padre è più grande di me”. Sembrerebbe un testo subordinazionista, però Ario in un primo momento non lo prende in considerazione.

Col. 1,15: si parla di creaturalità.

Prov. 8,22: “Il Signore mi ha creato…”. Gli ariani si rifanno a questo testo per sottolineare la creaturalità.

Mt. 26: “La mia anima è triste fino alla morte”. Mostrano la sofferenza e l’angoscia di Gesù, quindi Gesù non è Dio.

-         L’idea di Ario si inserisce nel contesto storico, perché egli risente degli schemi ellenisti di quell’epoca. Lui usa il termine di MONAS per dire che il Padre è Dio, dal quale tutto proviene, mentre il NOUS e il secondo Dio (Figlio), al terzo posto c’è la materia (mondo) che il Demiurgo produce. Quindi risale a dei termini platonici.

-         Si ha anche un problema soteriologico perché il Figlio crea il mondo ma non è Dio, il Figlio e lo Spirito Santo poiché creature non possono offrire nessun accesso diretto dell’uomo a Dio, con ciò se nega la Rivelazione di Dio e la mediazione salvifica, così chiude la fede in schemi previ.

 

Padre:                        Il Padre è ipostasi distinta dal Figlio perché è senza principio; nessuno gli è consostanziale.

Dio inizia ad essere Padre, non è Padre da sempre.

 

Figlio:                         Cristo è creatura.

Ario afferma la sussistenza personale del Figlio, in quanto è creato.

Il Figlio non è un’emanazione, e tra Padre e Figlio non c’è un sostrato comune. Il Figlio ha un principio temporale.

Il Figlio proviene dal nulla, è generato in funzione della creazione.

-         PROBLEMA DELL’ANIMA DI GESU’. Gesù ha sofferto pienamente come uomo, quindi dobbiamo negare la sua divinità, perché Dio non poteva soffrire.

 

Spirito Santo:            Lo Spirito Santo è una creatura, viene negata la sua divinità.


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