|
|
 |
-
Per aggiungere un post, devi prima fare login. (Riservato agli utenti registrati)
-
Clicca su commenti per aggiungere una tua riflessione. (Aperto a tutti i visitatori)
-
ATTENZIONE: I posts devono essere dei brevi inviti alla riflessione: magari prendendo spunto da esperienze di vita. Per motivi tecnici i posts lunghi non potranno essere pubblicati.
| Onorificenza a Sua Santità Benedetto XVI dal popolo di Manoppello |
|
Sua Santità Benedetto XVI riceverà in data da destinarsi una eccezionale onorificenza dal comune di Manoppello.
Per conoscere questa lieta notizia cliccare sul link qui sotto
http://ilcentro.gelocal.it/pescara/cronaca/2010/08/25/news/il-papa-accetta-le-chiavi-della-citta-2287244
Un affettuosissimo Grazie, Santo Padre.
Ogni cittadino di questo meraviglioso paese ti ricorderà per sempre come il Papa del Santo Volto di Cristo Gesù.
"Tu sei Pietro e su questa pietra edificherò la mia Chiesa e le porte degli inferi non prevarranno contro di essa. A te darò le chiavi del Regno dei cieli: e tutto ciò che legherai sulla terra sarà legato nei cieli, e tutto ciò che scioglierai sulla terra, sarà sciolto nei cieli."
Ricordando il pellegrinaggio del papa al Volto Santo di Manoppello (01-09-2006)
SALUTO DEL SANTO PADRE
Cari fratelli e sorelle,
grazie per questo benvenuto così cordiale. Vedo come la Chiesa è una grande famiglia. Dove c'è il Papa la famiglia si riunisce in grande gioia. Per me è un segno della fede viva, della gioia che ci dà la fede, della comunione, della pace che crea la fede. E vi sono gratissimo per questo benvenuto. Così vedo tutta la bellezza di questa Regione d'Italia qui, sui vostri volti.
Un saluto particolare agli ammalati. Sappiamo che il Signore è particolarmente vicino a voi, vi aiuta, vi accompagna nelle vostre sofferenze. Siete nelle nostre preghiere. E pregate anche per noi.
Un saluto speciale ai giovani e ai bambini di Prima Comunione. Grazie per il vostro entusiasmo, per la vostra fede. Noi tutti, come dicono i Salmi, "cerchiamo il Volto del Signore". E questo è il senso anche di questa mia visita. Insieme cerchiamo di conoscere sempre meglio il volto del Signore e dal volto del Signore attingiamo questa forza di amore e di pace che ci mostra anche la strada della nostra vita.
Grazie e auguri a voi tutti!
DISCORSO DEL SANTO PADRE
Venerato Fratello nell’Episcopato,
cari fratelli e sorelle!
Desidero in primo luogo ringraziare il Signore per l’odierno incontro, semplice e familiare, in un luogo dove possiamo meditare sul mistero dell’amore divino contemplando un’icona del Volto Santo. A voi tutti qui presenti va il mio grazie più sentito per la vostra cordiale accoglienza e per l’impegno e la discrezione con cui avete favorito questo mio privato pellegrinaggio. Saluto e ringrazio in particolare il vostro Arcivescovo che si è fatto interprete dei comuni sentimenti. Grazie per i doni che mi avete offerto e che apprezzo molto proprio nella loro qualità di "segni", come li ha chiamati Mons. Forte. Sono segni, infatti, della comunione affettiva ed effettiva che lega il popolo di questa cara terra d’Abruzzo al Successore di Pietro. Un saluto speciale rivolgo a voi, sacerdoti, religiosi e religiose e seminaristi qui convenuti. Non essendo possibile incontrare l’intera Comunità diocesana, sono contento che a rappresentarla ci siate voi, persone già dedite al ministero presbiterale e alla vita consacrata o incamminate verso il sacerdozio. Persone che mi piace considerare innamorate di Cristo, attratte da Lui e impegnate a fare della propria esistenza una continua ricerca del suo Santo Volto. Un grato pensiero rivolgo infine alla comunità dei Padri Cappuccini, che ci ospita, e che da secoli si prende cura di questo santuario, meta di tanti pellegrini.
Mentre poc’anzi sostavo in preghiera, pensavo ai primi due Apostoli, che, sollecitati da Giovanni Battista, seguirono Gesù presso il fiume Giordano – come leggiamo all’inizio del Vangelo di Giovanni (cfr Gv 1,35-37). L’evangelista narra che Gesù si voltò e domandò loro: "Che cercate?". Essi risposero: "Rabbi, dove abiti?". Ed egli: "Venite e vedrete" (cfr Gv 1,38-39). Quel giorno stesso i due che Lo seguirono fecero un’esperienza indimenticabile, che li portò a dire: "Abbiamo trovato il Messia" (Gv 1,41). Colui che poche ore prima consideravano un semplice "rabbi", aveva acquistato una identità ben precisa, quella del Cristo atteso da secoli. Ma, in realtà, quanta strada avevano ancora davanti a loro quei discepoli! Non potevano nemmeno immaginare quanto il mistero di Gesù di Nazaret potesse essere profondo; quanto il suo "volto" potesse rivelarsi insondabile, imperscrutabile. Tanto che, dopo aver vissuto insieme tre anni, Filippo, uno di loro, si sentirà dire nell’Ultima Cena: "Da tanto tempo sono con voi e tu non mi hai conosciuto, Filippo?". E poi quelle parole che esprimono tutta la novità della rivelazione di Gesù: "Chi ha visto me ha visto il Padre" (Gv 14,9). Solo dopo la sua passione, quando lo incontreranno risorto, quando lo Spirito illuminerà le loro menti e i loro cuori, gli Apostoli comprenderanno il significato delle parole che Gesù aveva detto, e Lo riconosceranno come il Figlio di Dio, il Messia promesso per la redenzione del mondo. Diventeranno allora suoi messaggeri infaticabili, testimoni coraggiosi sino al martirio.
"Chi ha visto me ha visto il Padre". Sì, cari fratelli e sorelle, per "vedere Dio" bisogna conoscere Cristo e lasciarsi plasmare dal suo Spirito che guida i credenti "alla verità tutta intera" (cfr Gv 16, 13).
Chi incontra Gesù, chi si lascia da Lui attrarre ed è disposto a seguirlo sino al sacrificio della vita, sperimenta personalmente, come Egli ha fatto sulla croce, che solo il "chicco di grano" che cade nella terra e muore porta "molto frutto" (cfr Gv 12,24). Questa è la via di Cristo, la via dell’amore totale che vince la morte: chi la percorre e "odia la sua vita in questo mondo, la conserva per la vita eterna" (Gv 12, 25).
Vive cioè in Dio già su questa terra, attratto e trasformato dal fulgore del suo volto. Questa è l’esperienza dei veri amici di Dio, i santi, che hanno riconosciuto e amato nei fratelli, specialmente i più poveri e bisognosi, il volto di quel Dio a lungo contemplato con amore nella preghiera. Essi sono per noi incoraggianti esempi da imitare; ci assicurano che se percorriamo con fedeltà questa via, la via dell’amore, anche noi – come canta il Salmista – ci sazieremo della presenza di Dio (cfr Sal 16[17],15).
"Jesu... quam bonus te quaerentibus! - Quanto sei buono, Gesù, per chi ti cerca!": così avete cantato poco fa eseguendo l’antico inno "Jesu, dulcis memoria", che qualcuno attribuisce a San Bernardo. E’ un inno che acquista singolare eloquenza in questo santuario dedicato al Volto Santo e che richiama alla mente il Salmo 23(24): "Ecco la generazione che lo cerca, che cerca il tuo volto, Dio di Giacobbe" (v. 6). Ma quale è "la generazione" che cerca il volto di Dio, quale generazione è degna di "salire il monte del Signore", di "stare nel suo luogo santo"? Spiega il salmista: sono coloro che hanno "mani innocenti e cuore puro", che non pronunciano menzogna, che non giurano a danno del loro prossimo (cfr vv. 3-4). Dunque, per entrare in comunione con Cristo e contemplarne il volto, per riconoscere il volto del Signore in quello dei fratelli e nelle vicende di ogni giorno, sono necessarie "mani innocenti e cuori puri". Mani innocenti, cioè esistenze illuminate dalla verità dell’amore che vince l’indifferenza, il dubbio, la menzogna e l’egoismo; ed inoltre sono necessari cuori puri, cuori rapiti dalla bellezza divina, come dice la piccola Teresa di Lisieux nella sua preghiera al Volto Santo, cuori che portano impresso il volto di Cristo.
Cari sacerdoti, se resta impressa in voi, pastori del gregge di Cristo, la santità del suo Volto, non abbiate timore, anche i fedeli affidati alle vostre cure ne saranno contagiati e trasformati.
E voi, seminaristi, che vi preparate ad essere guide responsabili del popolo cristiano, non lasciatevi attrarre da null’altro che da Gesù e dal desiderio di servire la sua Chiesa. Altrettanto vorrei dire a voi, religiosi e religiose, perché ogni vostra attività sia un visibile riflesso della bontà e della misericordia divina.
"Il tuo volto, Signore, io cerco": ricercare il volto di Gesù deve essere l’anelito di tutti noi cristiani; siamo infatti noi "la generazione" che in questo tempo cerca il suo volto, il volto del "Dio di Giacobbe". Se perseveriamo nel cercare il volto del Signore, al termine del nostro pellegrinaggio terreno sarà Lui, Gesù, il nostro eterno gaudio, la nostra ricompensa e gloria per sempre: "Sis Jesu nostrum gaudium, / qui es futurus praemium: / sit nostra in te gloria, / per cuncta semper saecula".
Questa è la certezza che ha animato i santi della vostra regione, tra i quali mi piace citare particolarmente Gabriele dell’Addolorata e Camillo de Lellis; a loro va il nostro ricordo riverente e la nostra preghiera. Ma un pensiero di speciale devozione rivolgiamo ora alla "Regina di tutti i santi", la Vergine Maria, che voi venerate in diversi santuari e cappelle sparsi nelle valli e sui monti abruzzesi. La Madonna, nel cui volto più che in ogni altra creatura si scorgono i lineamenti del Verbo incarnato, vegli sulle famiglie e sulle parrocchie, sulle città e sulle nazioni del mondo intero. Ci aiuti la Madre del Creatore a rispettare anche la natura, grande dono di Dio che qui possiamo ammirare guardando le stupende montagne che ci circondano. Questo dono, però, è sempre più esposto a seri rischi di degrado ambientale e va pertanto difeso e tutelato. Si tratta di un’urgenza che, come notava il vostro Arcivescovo, è opportunamente posta in evidenza dalla Giornata di riflessione e di preghiera per la salvaguardia del creato, che proprio oggi viene celebrata dalla Chiesa in Italia.
Cari fratelli e sorelle, mentre ancora una volta vi ringrazio per la vostra presenza, su tutti voi e sui vostri cari invoco la benedizione di Dio con l’antica formula biblica: "Vi benedica il Signore e vi protegga. Il Signore faccia brillare il suo volto su di voi e vi sia propizio. Il Signore rivolga su di voi il suo volto e vi conceda pace" (cfr Nm 6, 24-26). Amen!
|
Inviato @ 26/08/2010 21.57.38 da a.teseo@virgilio.it |
|
|
| Buona giornata di festa a tutti |
|
Buona Festa dell'Assunta e Buon Ferragosto a tutti!
Antonio
Nella chiesa matrice di San Nicola, in Manoppello (PE), sopra l'altare maggiore vi è una mirabile icona della Beata Vergine Maria che tiene in braccio il Bambin Gesù. Ebbene, durante la festa di maggio in onore del Volto Santo, quando il Santissimo è arrivato in processione in chiesa, l'amico dott. Paul Badde ha scattato questa foto riuscendo a far trasparire dal Velo Santo la S.S. figura della Madonna. Io consiglio a tutti di scaricarsi questa eccezionale immagine del Volto del Risorto e di Sua Madre, tenersela sempre cara e venerarla in preghiera, perché sicuramente porterà tantissimi frutti spirituali specialmente agli ammalati (cliccare sulla figura per vederla ingrandita).
|
Inviato @ 15/08/2010 12.23.47 da a.teseo@virgilio.it |
|
|
| Volto Santo di Manoppello: nella bocca il respiro di Cristo Risorto |
|

Riflessioni e preghiera di Antonio Teseo contemplando il Santo Volto di nostro Signore Gesù Cristo
Chi si abbandona alla beatitudine contemplativa del Volto Santo di Manoppello, non rimane estasiato solo dai meravigliosi occhi che ti scrutano nel più profondo del cuore ma anche dalla bocca semiaperta.
Nell'attimo della Risurrezione del Vivente, la luce del Volto di Cristo è voluta apparire impressa sul bisso con la bocca che reca ancora i segni della Passione (nell'immagine accanto possiamo osservare la smorfia che aveva assunto la bocca di Gesù nello spasmo dell'ultimo respiro prima della morte in croce, con il labbro inferiore un po' alzato e ritirato all'interno sin da coprire l'arcata dentale sottostante). Se dunque in questo stato la bocca di Gesù ha emesso l'ultimo fiato prima della morte, nel medesimo stato il Risorto ha emesso il primo respiro dopo la morte (Risurrezione dai morti).
Nel Volto Santo di Manoppello l'espressione del Salvatore è di Pace, di Serenità, di Misericordia e di Grazia perché Dio Padre, risuscitando Suo Figlio Unigenito con l'aspetto di Amore che Lo contraddistingue, ha voluto mostrare al mondo che la morte non ha più potere sulla vita degli uomini giusti: essi sono stati liberati dal peccato originale. Perciò, per chi si affida a Cristo Gesù, mettendo in pratica nella vita i Suoi insegnamenti, la morte non è più governata dal demonio ma è solo un passaggio di questa vita terrena alla Vita Eterna per mezzo dell'Onnipotente. In ogni vita di un vero cristiano qui sulla terra dimora il Corpo Mistico di Cristo (transustanziazione). E per questa ragione il corpo e l'anima non subiscono alcuna corruzione dopo la morte perché essi vengono risorti invisibilmente dalla luce del Primogenito Figlio di Dio: ricomponendosi con lo spirito di vita che è ridonato al Padre prima della morte, il corpo e l'anima vengono trasformati in una luce splendente simile a quella di un angelo, mentre nel visibile la carne si decompone per tornare ad essere polvere della terra.
Quindi io credo che da quello che ho voluto dire sia da rilevare questo concetto:
"Se durante la Celebrazione Eucaristica, per transustanziazione l' ostia consacrata viene trasformata dallo Spirito Santo in Carne e il vino in Sangue del Redentore, e che la Carne per ogni giusto diventa così cibo per la Vita Eterna e il Sangue bevanda per la Vita Eterna, ne consegue, allora, che dopo la morte di ogni discepolo, nell'invisibile, il suo corpo (e quindi anche la sua carne) viene trasformato da Cristo in luce per entrare e rimanere nel Corpo (e quindi nella Carne) del Figlio di Dio."
Preghiera di Antonio Teseo
Padre, riconosco il sangue della Passione, segno della Nuova ed Eterna Alleanza.
Padre, riconosco dalle ferite rimarginate e cicatrizzate con crosticine di sangue la Tua Onnipotenza.
Padre, riconosco la Tua luce dagli occhi che Ti guardano.
Padre, riconosco il Tuo Spirito nel respiro della bocca.
Padre, nel VOLTO SANTO DI MANOPPELLO riconosco tutto di Te. Amen!
Salmo 16, 7-11:
"Benedirò il Signore che mi ha dato consiglio;
anche di notte mi ammoniscono i miei reni.
Il Signore sta sempre dinanzi ai miei occhi:
se sta alla mia destra, non vacillerò.
Per questo è lieto il mio cuore
e giubila il mio intimo,
perfino la mia carne riposa al sicuro.
Sì, non conoscerai la mia anima in preda allo sceol,
non permetterai al tuo fedele di scendere nella tomba.
Mi farai conoscere la via della vita:
gioia in abbondanza alla tua presenza,
delizia alla tua destra senza fine."
|
Inviato @ 10/08/2010 21.22.28 da a.teseo@virgilio.it |
|
|
| Spirito ed anima sono davvero la stessa cosa? |
|
Riflessioni e preghiera di Antonio Teseo
Oggi, quando sono stato in preghiera a contemplare l'espressione di Grazia, di Mitezza e di Misericordia del Volto Santo di Manoppello mi sono sentito di fare alcune riflessioni sul nostro spirito e sulla nostra anima.
Spesso si sente dire che questi due termini in fondo siano la stessa cosa, ma io credo che invece sono da distinguere per i seguenti motivi che ora spiego:
Partendo dalla certezza che noi siamo stati creati ad immagine e somiglianza di Dio, e che lo Spirito del Padre era anche nel Figlio Primogenito, ciò significa che il nostro essere è formato anche da uno spirito perché può contenere lo Spirito Santo (Mt.16, 13-17; At. 2, 1-4).
"Gesù spiega nel Vangelo che il Suo Spirito e quello del Padre sono una cosa sola. Egli è il Perfettissimo: la Sua Anima è sempre nella piena Santità, nella piena Purezza."
Considerando che solo uno spirito puro può contenere lo Spirito Santo, secondo me si deve per forza dedurre che la nostra anima non può essere ritenuta uguale allo spirito perché può corrompersi con il peccato e la morte. Quindi possiamo dire che lo spirito dell'uomo è somigliante a quello di Dio quando è l'anima (che può essere la nostra, ma anche di una o più persone care) a santificarlo agli occhi del Signore con i Sacramenti, con la Preghiera, con la Parola, con la Grazia e con la Carità. Viceversa, quando lo spirito è abbassato dall'anima corrotta dal peccato, esso è in preda allo spirito del demonio e quindi in questo caso non è più somigliante a quello di Dio; pur tuttavia, se l'anima di una persona si sente poi mortificata e pentita di aver tradito il Signore, attraverso il Sacramento della Confessione e dell'Eucaristia può affidarsi all'azione di misericordia di Cristo Risorto che, rimettendo i peccati del mondo, strappa al maligno lo spirito di quella persona e lo trattiene stretto a sé: in questo caso lo spirito dell'uomo può contenere di nuovo lo Spirito Santo perché ne assume la sostanza.
In definitiva è da rilevare questo concetto: "lo spirito di ogni cristiano donato dal Padre è santificato e glorificato dallo Spirito Santo con il battesimo e così com'è deve ritornare al Padre perché ne ha assunto la sostanza. Quindi solo in questo modo lo spirito dell'uomo può contemplare faccia a faccia il Signore."
Ma perché nella vita dell'uomo è l'anima a determinare se lo spirito debba contemplare il Volto del Signore oppure negarne addirittura l'esistenza?
Perché Dio ha voluto creare l'uomo libero in modo da fargli decidere da solo se seguire la Vera Verità o la menzogna del demonio (la luce o la tenebra). Solamente in uno stato di piena libertà, e cioè elevando la propria sapienza all'estasi della trascendenza, l'uomo riesce a comprendere tutto l'Amore che Dio Padre ha per lui.
Un istante prima della morte, il cristiano, il quale ha fatto sempre la volontà del Signore, affida il suo spirito immortale al Padre allo stato puro (Lc. 23, 46; Sl. 31,6). Dopo la morte, la sua anima e il suo corpo saranno risuscitati il terzo giorno dalla luce divina di Cristo, Figlio Primogenito, e così vivrà in Paradiso per tutta l'eternità (1 Cor. 13, 12).
La differenza dunque sostanziale tra lo spirito e l'anima del cristiano che fa sempre la volontà del Signore, secondo me sta nel fatto che mentre lo spirito non muore con la morte, viceversa l'anima muore insieme al corpo (questa parte immateriale e questa sostanza materiale sono inscindibili nell'uomo) ma entrambi vengono risuscitati dalla luce divina e trasformati in una luce celeste simile a quella di un angelo, per Cristo, con Cristo ed in Cristo. Appena questa luce arriva al Padre, anche lo spirito si ricompone con essa e così la persona santa può contemplare il Signore faccia a faccia.
Come si fa a contemplare con gli occhi della trascendenza l'azione dello Spirito Creatore di Dio Padre nella vita?
Come abbiamo detto nel precedente post, Dio Padre per creare la vita dell'uomo si serve dello spirito e della materia da Lui creati. La stirpe da cui deriviamo (quella di Abramo, di Isacco, di Giacobbe, del Re Davide e via discorrendo fino ad arrivare ai nostri nonni) è dunque lo Spirito di Grazia creatore di Dio perché ha permesso di custodire sempre la vita qui sulla terra; questo spirito di grazia, fondendosi con lo spirito di grazia dei nostri genitori, insieme alla loro anima e alla loro materia ha permesso l'esistenza della nostra vita.
Signore Gesù,
Tu sai che io mi sono avvicinato a Te, frequentando la Tua Chiesa e quindi partecipando ai Tuoi Sacramenti, solo quando ho conosciuto il Tuo Santissimo Volto di Manoppello. Quando Lo contemplo, è come se il cuore mi parlasse e io non faccio altro che scrivere ciò che sento. Non ho studiato teologia e tanto meno riesco bene ad esprimermi per cercare di trasmettere al meglio ai nostri fratelli e alle nostre sorelle i Tuoi insegnamenti che portano alla giustizia, alla grazia, alla vera libertà, alla pace e alla carità. Se sto sbagliando a scrivere di Te, senza esserne capace, Ti prego di perdonarmi. Amen.
|
Inviato @ 20/07/2010 18.05.36 da a.teseo@virgilio.it |
|
|
| Perché il Santo Volto del Signore trasmette una profonda pace interiore |
|
"Avendo un Figlio unico, Dio l’ha fatto figlio dell’uomo, e così viceversa ha reso il figlio dell’uomo figlio di Dio. Cerca il merito, la causa, la giustizia di questo, e vedi se trovi mai altro che grazia."
- Sant' Agostino Discorso 85 -
Contemplazione del Volto del Signore
di Antonio Teseo
La vita è un dono di Dio perché è il frutto di una suprema intelligenza invisibile. Per generare e creare la vita il Signore si serve dello spirito e della materia. Nell'animarla ed evolverla, adattandola quindi allo spazio e al tempo, le rende la Grazia che a sua volta dà testimonianza alla Bellezza di Amore e di Sapienza dell'Altissimo.
"Quanto all'uomo, Dio Padre lo ha voluto generare e creare a Sua immagine e somiglianza facendogli sviluppare nel tempo una grande intelligenza: con essa di conseguenza si è sviluppata la memoria e la sapienza. Quando l'uomo ha capito di non avere più un istinto impulsivo e animalesco ma di avere la ragione ed una coscienza, ha compreso di possedere uno spirito, un corpo ed un'anima. Lo Spirito Santo del Padre e del Figlio, il Corpo e l'Anima santa di Gesù Cristo sono quindi le componenti di cui è fatto il Signore Dio nostro. Ecco perché per mostrarsi faccia a faccia all'uomo, e quindi per farsi conoscere attraverso la luce, Dio Padre ha mandato Suo Figlio qui sulla terra. Gesù ci insegna con il Vangelo a vivere la Vera Vita e dona il Pane della Vita Eterna "la S.S Eucaristia" per dimorare presso di noi: per chi è battezzato nello Spirito Santo e fa la Sua Volontà la morte non prevarrà su di lui, perché risorgerà il terzo giorno per mezzo della luce divina del Primogenito Figlio del Padre, Cristo risorto.
Il Signore, benché sia arrivato con Amore qui sulla terra per farsi conoscere, non impone la fede all'uomo con la forza della Sua Onnipotenza. Rispettandolo con umiltà, gli dà piena libertà di vivere la propria vita per fare decidere a lui di seguirLo. Con l'Amore di Padre per ogni proprio figlio, Egli tuttavia spera in un segno di Grazia da parte di chi non crede fino all'ultimo giorno della sua vita."
Se in linea di massima la vita può essere spiegata dalla scienza, ciò vuol dire che essa non comprende il caso, né dipende da esso, perché il caso non ha intelligenza. E' come se io lanciassi 10 volte una monetina in aria e degli scienziati mi dovrebbero dire con esattezza quante volte esce testa o croce. Questo è impossibile, e perciò il caso non è materia conoscitiva per comprendere la vita.
La prova imprescindibile che la vita sia creata ed animata da una suprema intelligenza, è dovuta al fatto che tutto l'universo obbedisce con Grazia ad un Amore perché tutto l'universo riceve continuamente Grazia dall'Amore Creatore. Ecco perché Gesù quando insegnò agli apostoli a pregare il Padre Nostro indicò che Dio Padre era nei cieli. Il vero Amore della Vita, dunque, è donare e ricevere Grazia agli occhi dell'Onnipotente così come faceva con umiltà Maria, nostra Madre Santissima, Suo Figlio Gesù Cristo e tutti i Santi . Quando ad esempio viene al mondo un figlio, i genitori trasmettono al bimbo la Grazia che viene loro contraccambiata dal piccolo per l'intercessione dell'Amore di Dio. L'atto del dare e del ricevere Grazia, porta dunque la "Pace Interiore" alla persona.
Da questa breve riflessione abbiamo così imparato perché l'Espressione di Grazia che contempliamo nel Volto Santo di Gesù ci trasmette una profonda pace interiore da donare al prossimo: il cristiano deve essere amante della Vita Eterna che come abbiamo spiegato è l'Amore di Dio Padre per il Figlio.
Nei Vangeli è riportato che Gesù, dopo la risurrezione, ogni qual volta appariva ai suoi discepoli si rivolgeva loro con questo saluto: "Pace a voi". Il Suo Volto pieno di Grazia e che rifletteva la luce del Padre trasmetteva una profonda pace interiore perché essi, avendo così riconosciuto il Maestro, erano pieni di Spirito Santo per annunciare al mondo la Parola di Dio.
Nel concludere questo argomento di oggi, desidererei che leggessimo insieme questa bellissima preghiera, scritta da Papa Paolo VI, affinché il Signore con la Sua Mirabile Grazia dia luce a molti giovani per farli ministri della nostra Santa Chiesa Cattolica. 
"O Gesù, divino Pastore delle anime, che hai chiamato gli apostoli per farne pescatori di uomini, attrai ancora a te anime ardenti e generose di giovani, per renderli tuoi seguaci e tuoi ministri; rendili partecipi della tua sete di universale redenzione, per la quale rinnovi ogni giorno il tuo sacrificio. Tu, o Signore, sempre vivo a intercedere per noi, dischiudi loro gli orizzonti del mondo intero, ove il muto supplicare di tanti fratelli chiede luce di verità e calore d’amore, affinché rispondendo alla tua chiamata prolunghino quaggiù la tua missione, edifichino il tuo Corpo mistico, che è la Chiesa, e siano sale della terra e luce del mondo."
- Papa Paolo VI -
|
Inviato @ 20/07/2010 17.58.38 da a.teseo@virgilio.it |
|
|
|
|
|
|
|
 |
 |
|
 |
|
|