INTRODUZIONE
CREAZIONE
NELLA SACRA SCRITTURA
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A.T. GENESI:
- Dio essere distinto dalla creazione.
- Israele. Alleanza e dopo dice che Dio è creatore.
- Nei Salmi – Lode al Dio creatore.
- Nei libri Sapienziali– Parola di Dio = sapienza che è personificata.
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N.T. GESU’: Rapporto con la creazione.
- Fraternità, parabole con elementi naturali.
- Guarigioni (aspetto corporeo) – Miracoli (misericordia divina e riconciliazione)
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NELLE PRIME COMUNITA’ CRISTIANE.
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NEI TESTI PAOLINI. Dimensione Cristologia:
- In Lui = Cristo origine creazione.
- Per mezzo di Lui = Cristo mediatore della creazione.
- In vista di Lui = Cristo fine ultimo della creazione.
Per Paolo Cristo = nuovo Adamo.
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NEI PADRI.
- I primi documenti del magistero sulla creazione: Simbolo apostolico – Simbolo Niceno/Costantinopolitano.
- Giustino: segue la linea Platonica. (Demiurgo crea la natura che è costerna a Dio)
- Teofilo di Antiochia: si oppone perché così la materia sarebbe uguale a Dio.
- Ireneo: la potenza di Dio appare perché crea dal nulla tutte le cose.
- Tertulliano: se neghiamo che Dio ha creato dal nulla neghiamo la Sua divinità.
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NEI CONCILI
- Concilio di Braga (561): contro i Priscilliani:
L’anima è una parte di Dio;
L’anima che ha peccato è mandata nei corpi;
I corpi sono cattivi ed anche la procreazione;
Il diavolo è un dio a se stante.
- Concilio Vaticano I (1870): Difende la libertà di Dio nella creazione come altri concili (C. di Sens 1140 e C. di Costanza 1414-18.)
Contro atei (negano Dio);
Contro materialisti (tutto procede dalla materia);
Contro il Panteismo (Dio è in tutta la materia. Dio è materia = unica sostanza);
Contro l’Emanazionismo (tutto è una parte di Dio);
Contro il Monismo ( Dio collante universale).
- Concilio Vaticano II: non parla in modo esplicito della creazione ma con la G.S. dice che l’uomo è l’esecutore del piano di Dio = collaboratore. Così apre le porte alla ricerca scientifica purché rispetti le norme morali.
PROBLEMATICHE DELLA TEOLOGIA DELLA CREAZIONE.
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LA CREAZIONE COME ORIGINE: San Tommaso: vede la creazione non come inizio temporale del mondo, ma come origine. Infatti la teologia, come prima istanza parte dalla situazione attuale dell’uomo e non intende dare una spiegazione sull’inizio temporale del mondo. L’uomo è chiamato così a sentirsi creatura e bisognosa di capire l’origine del suo essere che individua in Dio. La teologia non vuole fare ricerca scientifica.
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LA CREAZIONE MEDIANTE LA PAROLA: in Gen 1.3 “Dio disse… e cos’ avvenne…”. Due problemi di interpretazione contro cui la chiesa ha sempre combattuto:
- DUALISTICA (solo come rapporto tra Spirito e Materia)
- MONISTICA (riduce la creazione ad unico principio).
La chiesa dice: vi è un rapporto dualistico, ma all’origine c’è la libertà di Dio nel creare (o no). La creazione è un “explicatio charitatis Dei” cioè un dono della benevolenza di Dio.
Il dato biologico della parola mette in risalto il fatto che l’uomo parla, da a sua volta il nome a tutte le cose (si rivela così collaboratore di Dio nella creazione).
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ASPETTO TRINITARIO DELLA CREAZIONE: Sant’Agostino: “Il mondo fu creato dal Padre, mediante il Figlio nello Spirito Santo”.
Il fine della creazione è: Dio creò il mondo affinché Egli stesso facendosi “carne” nel Figlio, che per continuare l’opera Sua dona lo Spirito Santo, tutto entrasse in Lui. (in Dio come Trinità) Per questo San Paolo dice: “…affinché Dio fosse tutto in tutti” (1Cor 15,20-28).
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CREAZIONE DAL NULLA: EX NIHILO, la troviamo nel Pastore di Erma per la prima volta in modo chiaro. Ma, in modo meno esplicito si trova in 2Mac 7,28.
- Non presuppone nulla alla creazione, nessuna realtà materiale. Ma non si può intendere come nulla soluto in modo radicale poiché esiste alla base della creazione Dio stesso.
- La formula, quindi vuol fare capire che l’unico autore di tutta la realtà è solo Dio.
- La creazione non è un atto finito in se stesso. (la creazione non è avvenuta solo una volta, ma è in continuo avvenire).
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INIZIO TEMPORANEO DEL MONDO:
- San Tommaso: “L’inizio temporale del mondo è solo un dato di fede e quindi può essere conosciuto solo dalla teologia”.
- San Bonaventura: “…Può essere conosciuto con la ragione (filosofia), ma il punto di partenza è la creazione dal nulla che è un dato di fede che si conosce attraverso la Rivelazione.”
LA CREAZIONE DELL’UOMO
Domanda: Da dove viene l’uomo?
Risposta:
- Fino all’800: creato da Dio anima e corpo.
- Nel 900 con Leemark (teoria della mutazione in base alle necessità. Di sopravvivenza – adattamento ai luoghi).
- Dopo con Darwin (teoria dell’evoluzionismo. Mutazioni genetiche, riprende Leemark, che si trasformano mediante la teoria che sopravvive il più forte)
- PIO XII con l’Enciclica “Humani generis” l’evoluzione riguarda solo il corpo, mentre l’anima è creata da Dio. Evoluzionismo moderato.
- Posizione riaffermata da Giovanni Paolo II.
- Rahner: “Dio è la causa prima che interviene a una causa seconda (salto della specie) per avere un effetto superiore.”
Domanda: L’uomo è un essere uno o ci sono vari elementi?
Risposta:
- Nell’A.T.: essere uno anche se spesso si presentava un aspetto particolare di esso. RUHA; NEFESH; BASAR. Ma lo si intendeva sempre uno.
- Nel N.T.: anima e corpo. San Paolo dice che la carne senza lo Spirito è morta. Nei sinottici l’uomo è un figlio del regno che pone il regno al di sopra di tutto. Il vero uomo è colui che vive sull’esempio di Gesù.
- Nella Patristica: i Padri sono dominati dal pensiero Platonistico. (anche perché non si accetta il pensiero di Aristotele: anima = qualità del corpo, pregiudica la sopravvivenza dell’anima).
Sant’Agostino dice che l’anima è la parte migliore del corpo (deprime il corpo, influenza Manicheista).
San Tommaso rielabora la teoria di Aristotele e dice che l’anima è forma del corpo (ilemorfismo).
- Il Ceramista
- L’anima da l’essere al corpo.
I CONCILI SUL TEMA ANIMA – CORPO.
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Concilio di Vienne (1312). Difende l’unicità dell’anima, (riprende il concilio di Costantinopoli 869 che afferma che c’è una sola anima razionale) ribattendo Pietro Olivi che sostiene che uno spirito non si può unire alla materia.
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Concilio Lateranense V (1513) riprese la formula di Vienne per condannare Pietro Pomponazzi che affermava che l’anima, alla morte del corpo, non si salva singolarmente, poiché abbracciava la tesi Averroista dello Spirito Universale (Unico Spirito).
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Papa Anastasio II condannava la dottrina del vescovo di Arles che sosteneva che Dio non poteva formare un’anima col peccato, ma erano i genitori a generare anima e corpo.
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Il Concilio Vaticano II, abbandona il termine anima e corpo e parla dell’uomo ad immagine di Dio
ANTROPOLOGIA TEOLOGICA
Si intende il tentativo riflesso dell’uomo volto a raggiungere la comprensione di se per mezzo della Rivelazione.
4 risposte (modelli) di Antropologia Teologica:
- BULTMANN: “Se la Teologia parla di Dio, questa deve partire dall’esistenza umana” Ragionando sull’uomo si arriva a Dio. Può essere pericoloso perché può ridurre Dio all’autocomprensione dell’uomo.
- RAHNER: Per mettere in rilievo la dimensione antropologica usa il metodo trascendentale, cioè far vedere la condizione di possibilità, a priori, di un determinato fenomeno. Dimostra così la possibilità che l’uomo sia l’uditore della Parola di Dio.
- BARTH: Riduce l’antropologia nella cristologia. Per conoscere l’uomo bisogna conoscere Gesù, vero uomo.
- TILLECH: Parla del metodo di correlazione. Alle domande antropologiche si da una risposta secondo le fonti teologiche che passano attraverso l’esperienza umana.
C’è infatti una svolta metodologica: anni 50. Il metodo dell’antropologia è storico-salvifico, perché partendo dalla storia della salvezza contenuta nella Rivelazione, (la pone). Interpreta soprannaturalmente l’uomo perché Dio si estrinseca e si incarna, fa il mondo parte di se stesso.
Definizione di S. Agostino: “Ogni uomo è Adamo. Ogni uomo è Cristo”. È il dramma che ogni uomo vive in se, cioè da una parte aperto a Dio e dall’altra chiuso a Dio (Cristo e anticristo).
A. COSA INTENDIAMO PER CREAZIONE?
1. Fare dal nulla, che presuppone che non ci siano ne materia ne forma. (Punto di partenza).
2. Il termine della creazione è la sostanza, non l’accidente (punto d’arrivo). La sostanza completa: l’anima. Quindi siamo generati come persona.
3. Creare significa fare l’essere in quanto essere, cioè considerare il primo essere senza partire da un essere già esistente.
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DIFFERENZA CON LE ALTRE RELIGIONI.
1. Nelle atre religioni c’è una lotta tra Dio e le altre divinità. Nella Bibbia, NO..
2. L’idea di caos, indica l’assoluta libertà di Dio che fa ciò che vuole senza che nessuno si ribelli.
3. Nel mondo Greco-Romano: tutto è divinità. Nella Bibbia: la divinità è una sola.
Quando si arriva alla creazione dal nulla?
Ci sono vari momenti:
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Dio crea impastando dal fango.
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La Parola di Dio crea.
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Dio crea con la Sapienza perché egli pensa e le cose sono.
1. DIO CREATORE. (ogni uomo è Adamo).
La creazione del mondo. Nella Genesi si parla di un mondo distinto dal Dio creatore, che non fa parte del mondo.
a. Israele come si è occupato dell’origine del mondo?
- Per esso importante è l’alleanza con Dio. Solo dopo viene esteso il discorso a tutto l’universo. Dio è più grande di tutto. Israele parte dall’esodo: “Io sono il Signore Dio tuo, ti ho fatto uscire dalla terra d’Egitto”. E dal piccolo credo “mio padre era un arameo errante” in questa fede storica d’Israele vi è l’alleanza con Dio. Da questo si arriverà dopo ad occuparsi della creazione. I racconti della Genesi appaiono nell’ambito orientale già prima: miti numerici, africani, egiziani…, e vi è stata una revisione di questi racconti, considerando l’esperienza di Israele.
- Un riscontro della fede d’Israele in Dio creatore è presente nei Salmi: c’è la lode della creazione: prima dell’esilio 74-89-102, post esilio 35-95-115-124-195, il tema centrale è la lode alla creazione.
- Nei libri Sapienziali. Si vede una forma di inculturazione che viene dall’ambiente Greco-orientale, qui però la Sapienza di Dio è presente sia in Israele che nella creazione. Nei libri Sapienziali c’è un nuovo modo di presentare la creazione, perché essa viene, non più dalle mani o dalla parola di Dio, ma dalla Sapienza che è personificata (Prov.8,22) e cioè un essere che è stato generato ed è anteriore a tutta la creazione e dispone di essa ( per i Padri: Cristo).
- Nei profeti: Is.54,5: “Dio ha fatto cielo e terra”. Is.66,22: “Farò nuovi cieli e nuova terra”. Sottolinea cioè che Dio ha fatto e farà lungo la storia.
b. N.T. Gesù come si è comportato con la creazione?
- Accetta i vincoli di fraternità senza esentarsi dal mangiare o fare festa.
- Si serve di realtà terrene (parabole) per parlare del regno di Dio (la creazione 0 grande predicatrice del regno di Dio).
- Si occupa dell’aspetto corporeo dell’uomo. Mostra interesse per gli esseri viventi. Lo dimostrano le guarigioni di sabato. Miracoli.
Nelle prime comunità: “nelle preghiere delle prime comunità si invoca Dio creatore, ed in quanto creatore è Padre e liberatore. Viene invocato affinché ci liberi dalle persecuzioni e oppressioni.
c. Nei testi Paolini.
La relazione con Cristo viene espressa con tre proposizioni: IN LUI: Cristo principio vitale di ogni bene; PER MEZZO DI LUI: Cristo mediatore della creazione; IN VISTA DI LUI: Cristo fine ultimo della creazione.
La creazione: ha una dimensione cristologia. Cioè S.Paolo vede la creazione sostenuta da Cristo (nuovo Adamo)
- Una dimensione antropologica: la creazione dell’uomo nuovo si ottiene per configurare tutta l’umanità a Cristo per la completa realizzazione.
- Un aspetto escatologico: Cristo è inizio e fine della creazione, infatti con la morte di Cristo è iniziata la fase finale che arriverà con la seconda venuta di Cristo.
- Una dimensione cosmica: l’evento di Cristo è una nuova creazione, poiché porta la creazione stessa al perfezionamento (per Paolo il peccato deturpa la stessa creazione).
d. Nei Padri della chiesa.
Documenti sul Dogma della creazione sono:
- Il Simbolo Apostolico. Credo in Dio Padre Onnipotente, Signore di tutti. 0501 – 0502.
Il punto di partenza è: 1Cor.8,6 “Un solo Dio, “Padre dal quale tutto proviene…, un solo Signore Gesù Cristo per mezzo del quale tutte le cose sono state fatte.”
- Il Simbolo Niceno-Costantinopolitano. Crediamo in Dio… Creatore di tutte le cose visibili e invisibili.
È una precisazione per rispondere a chi credeva che i diavoli non fossero creati da Dio, né dipendessero da Lui.
- Alcuni come Giustino cercarono di far conciliare il pensiero pagano con il pensiero cristiano. Poichè nel primo periodo della predicazione dei Padri vi erano diverse concezioni pagane sulla creazione che avevano analogie con la concezione cristiana ma avevano sostanziali differenze (Platone).
- Altri come Teofilo di Antiochia dissero: “non né possibile conciliare la filosofia pagana e l’annuncio cristiano”.
a. Per Platone (concezione pagana) c’è un demiurgo che crea la materia che è coetanea a Dio (ma non è così perché sarebbe immutabile e uguale a Dio). Così sostiene Teofilo di Antiochia. Dio solo è eterno.
b. Atenagora: la potenza di Dio appare perché dal nulla fa tutte le cose.
c. S. Ireneo: La potenza di Dio appare perché Dio dal nulla fa tutte le cose. Dio è creatore di tutto.
d. Tertulliano: se neghiamo che Dio ha creato dal nulla, neghiamo la sua divinità.
- Il Concilio di Braga (561) 3003-3008. Combatte i Priscilliani (setta eretica sulla creazione).
Per loro:
L’anima è creata ed è una parte di Dio.
Le anime che hanno peccato sono mandate dai corpi.
Il diavolo non è stato creato ed è un dio a se stante.
E’ una cosa orrenda la procreazione e il matrimonio.
La concreazione della madre è opera del diavolo.
I corpi sono opera del diavolo.
- Il Concilio Vaticano I. 3021-3025.
Si pronuncia contro:
L’ateismo (che finisce con il negare Dio).
Il Materialismo (che riconosce solo la materia come capace di farsi fino a produrre figure più progredite e complesse).
Il panteismo (che afferma che Dio e le cose hanno un’unica sostanza).
L’emanazionismo (che dice che tutto procede da Dio come parte di Dio).
Il monismo (secondo cui Dio sarebbe il collante universale).
- Il Concilio Vaticano II.
Fa una svolta significativa perché anche se non ha sviluppato una dogmatica sulla creazione, con la G.S.
Esorta l’uomo ad inserirsi con le sue attività nella creazione per attuare il piano di Dio (o disegno di Dio) sottolineando che: l’uomo è esecutore del piano di Dio, infatti è chiamato a realizzare il disegno di Dio come collaboratore del Creatore ma nel pieno esercizio della sua libertà.
Ministero per il Concilio: La ricerca scientifica e le attività umane in genere non si oppongono a Dio, se vengono rispettate le norme morali “le realtà profane e quelle di fede hanno origine dal medesimo Dio” (G.S.36). Il cristiano è chiamato perciò ad essere l’operaio fedele che costruisce con i mattoni del tempo la città dell’eternità.
- Problematiche della teologia della creazione.
Prima opinione: La creazione è vista come origine delle cose (per S. Tommaso) e non come inizio, perché: temporale, non si vuole indagare l’inizio temporale ,ma l’origine della creazione. Origine come risposta alla domanda da chi fu creato il mondo?
Il mondo ha una relazione di dipendenza da Dio (non al contrario), nel senso che ogni realtà, anche quella dell’uomo dipende da Dio. Tutto è in relazione a Dio. Il mondo esiste perché Dio lo fa esistere continuamente.
a. Le relazioni umane sono accidentali (invece)
b. Dio è in relazione con le altre due persone della Trinità.
Seconda opinione: La creazione mediante la Parola.
La descrizione dell’opera creatrice di Dio la vediamo:
Gen 1,3… “E Dio disse… e così avvenne…” vi sono due interpretazioni filosofiche della creazione espresse al di fuori della Rivelazione contro le quali la Chiesa ha dovuto sempre difendere la genuina fede cristiana. (dualismo):
a. Dualismo tra materia e spirito: Dio creatore e mondo creato.
b. Monastica: perché riduce la realtà a un unico principio spirituale ultimo, creatore di tutto, escludendo il dualismo materiale o spirituale.
c. Invece la fede cristiana: riconosce un dualismo tra Dio creatore e mondo creato, questo però presuppone la libertà di Dio, che crea mediante la Parola.
Il mondo è una “Explicatio charitatis Dei” cioè dono della benevolenza di Dio che crea con un comando e senza un meccanismo automatico.
Il magistero ha più volte difeso la libertà di Dio nella creazione:
. Concilio di Sens (1160).
. Concilio di Costanza (1414-1418).
. Concilio Vaticano I (1870).
Terza opinione: L’aspetto trinitario della creazione.
Si dice che: “Il mondo fu creato dal Padre mediante il Figlio (non Gesù storico), nello Spirito Santo”. (dice S.Agostino).
Dio crea in vista del fatto che si farà anche Lui come dirà Gv “e, il verbo si è fatto…” l’evento di Cristo è l’esplicazione ad extra nel tempo e nella storia della relazione eterna tra Padre, Figlio e Spirito Santo.
Dio crea il mondo diverso da se, per assumere questa realtà in Cristo come propria realtà. L’alleanza definitiva tra Dio e il mondo in Cristo, è dunque il fine della creazione del mondo. Il mondo è stato creato non per mostrare la potenza di Dio, ma affinché entrasse in Dio (Trinità) e Dio fosse “tutto in tutti” (1Cor 15,20-28)…
Il motivo della creazione è, creare dice il Vaticano I “per la gloria di Dio” il popolo di Israele e liberato affinché vada a celebrare una festa nel deserto.
Quarta opinione: La creazione dal nulla.
La formula della creazione dal nulla la troviamo in 2Mac 7,28 che sottolinea che la creazione è il presupposto dell’alleanza. Come l’alleanza non presuppone qualcosa da Israele, così la creazione non presuppone niente perché essa è soltanto l’evento dell’inizio dell’agire storico-salvifico di Dio.
La formula “EX NIHIL” che appare per la prima volta nel Pastore di Erma non significa, quindi non precede la creazione. Dal nulla assoluto, ne che precede qualche altra realtà materiale. Perché l’unica realtà presupposta della creazione è la realtà di Dio.
Ma la formula è solo tecnica, cioè per esprimere che Dio sotto tutti gli aspetti è l’autore di tutta le realtà.
Quindi:
. La produzione della creazione è continua.
. Si produce una sostanza che ha i suoi accidenti.
Quinta opinione: L’inizio temporale del mondo.
Per S. Tommaso: il concetto di creazione non si identifica con la creazione del mondo (inteso come inizio temporale), perché:
a. Non si può dimostrare l’eternità del mondo, perché Dio è libero di crearlo e di non crearlo. Che lo crea, lo sappiamo dalla Scrittura e non dalla ragione. “in principio Dio creò…”(Gn).
b. Non si può, neppure dimostrare che abbia avuto inizio nel tempo. L’inizio temporale del mondo è oggetto di fede e non di ragione. E come tale è conosciuto solo dalla teologia.
Per S. Bonaventura: è possibile conoscere con la ragione (filosofia) l’inizio temporale del mondo, anche se il punto di partenza è la creazione dal nulla che è un dato che si conosce solo dalla Rivelazione.
Secondo S. Tommaso, invece la conoscenza dell’inizio temporale del mondo è un dato di fede e quindi può essere conosciuto solo dalla teologia.
LA CREAZIONE DELL’UOMO.
Ci si chiede:
A. Da dove viene l’uomo?
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Fino alla fine dell’800 si sottolinea che la creazione dell’uomo è fatta direttamente da Dio, anima e corpo. E questo lo si afferma tenendo in considerazione il racconto letterale della Bibbia Gen 1,1.2,4°: il fine della creazione dell’uomo. Gen 2,4b-3,24 il modo della creazione (Dio come il vasaio).
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All’inizio del 900 abbiamo invece la teoria dell’evoluzionismo. A tal proposito Darwin afferma che tutto è fatto dalla materia impregnata di materialismo, quindi si è giunti:
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All’evoluzionismo moderato che afferma che la creazione di Dio riguarda solo l’anima.
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Nel 1950 l’enciclica “Humani generis” (Pio XII) afferma che “l’evoluzione ha riguardato solo la materia e l’intervento di Dio l’anima. Ciò lascia libere le scienze naturali di studiare l’evoluzionismo dell’uomo, sostenendo le mutazioni genetiche, ma a proposito dell’anima deve restare fermo che essa fu creata immediatamente da Dio.
Questa posizione è stata confermata da Giovanni Paolo II.
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Il creazionismo che si oppone all’evoluzionismo.
Posizione propria di sette protestanti con la quale si ammette la tesi della Bibbia presa alla lettera.
Rahner interviene sul discorso relativo al concorso divino evolutivo nella creazione. Egli affermò infatti che: Dio concorre come causa prima con ciò che facciamo e lìevoluzione è un salto da una specie ad un’altra. Il concorso di Dio avviene proprio per il salto verificatosi.
Per cui Dio è:
a. La causa prima che interviene su
b. Una causa secinda per avere un
c. Effetto superiore.
B. L’uomo è un essere uno o ci sono vari elementi?
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Nell’ A.T. c’è unità totale dell’essere umano e non so concepiscono i vari elementi (Spirito – anima – corpo) anche se di volta in volta si mette in evidenza una parte.
Termini con i quali nell’ A.T. si identifica l’uomo:
a. RUAH: soffiare, spirare, riferito all’uomo in quanto essere carismatico e vive come partner di Dio.
b. NEFESH: respiro, soffio vitale, viene riferito all’uomo, alla sua vitalità fisica, vita legata ad un corpo.
c. BASAR: carne, riferito all’uomo nella sua materialità, caducità, mortalità.
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Nel N.T. si parla di Spirito e materia (carne). San Paolo dice: “la carne senza lo Spirito Santo che la vivifica (contrappone lo Spirito alla carne) è morta.”
Nei sinottici l’uomo è un figlio del Regno che pone il Regno al di sopra di ogni altra preoccupazione e accetta di vivere da figlio di Dio.
Il vero uomo è la creatura nuova che vive solo per Gesù risorto.
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La Patristica.
La concezione dei Padri è determinata dal Platonismo (cultura del tempo che contamina i Padri), che vede nell’anima una sostanza immortale unita ad un corpo già animato da un’anima sensitiva e vegetativa. Si preferisce il platonismo per superare la difficoltà nei confronti della teoria Aristotelica che vuole l’anima come una qualità del corpo e così facendo pregiudica la sopravvivenza di questa dopo la morte.
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S. Agostino ne risente l’influsso e dice: l’anima è la parte principale (migliore), il corpo è secondario perché impregnato della concupiscenza della carne. Quindi in realtà fa in un erto qual modo un deprezzamento del corpo. (Concezione di influenza manichea).
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S. Tommaso trasforma le categoria Aristoteliche e supera l’impostazione neoplatonico-agostiniana e afferma che: noi siamo animali ragionevoli e pensiamo uniti ad una certa animalità. L’uomo concreto è totalmente spirituale e corporale. L’anima è appesantita dal corpo ed estendendosi con esso è forma del corpo (aristotelismo), cioè conferisce sostanzialità. L’anima è un costitutivo invisibile del corpo. Il corpo vive in forza dell’anima che lo fa vivere. L’angelo non ha anima perché è uno spirito puro. Quello che noi chiamiamo corpo è la materia informata dell’anima.
C. Che rapporto c’è tra i due elementi?
È lo stesso che c’è tra materia e forma (ilemorfismo). Ad esempio il ceramista usa la stessa materia che poi può essere un quadro, una candela. Ciò che da denominazione all’ente è la forma, perché la forma è ciò che da l’essere e la materia è ciò che riceve l’essere.
Forma e materia sono due principi che regolano tutti i corpi, quindi l’uomo è composto di forma e materia (carne e spirito). I due principi non possono essere separati.
1. Interventi magisteriali:
a. Concilio di Vienne (1312) nel quale si difende l’unicità dell’anima. Il Concilio riprende il Concilio Costantinopolitano IV (869) il quale afferma che c’è una sola anima razionale). Il Concilio di Vienne si pronunciò contro Pietro Olivi il quale affermava che: “lo spirito non si può unire alla materia perché non era arrivato all’idea che lo Spirito dell’uomo non è puro come quello dell’angelo. Al n°3029 si afferma che l’anima spirituale è forma del corpo senza intermediari.
L’anima essenzialmente, cioè nella sua essenza è fatta per formare il corpo. Quindi noi siamo formati da due principi che formano un’unica sostanza.
b. Concilio Lateranense V (1513). Riprese la formula di Vienne per condannare l’eresia di Pietro Pompanazzi che si rifaceva alla tesi averroista. Affermava che l’immortalità non è un dono dato al singolo, l’uomo muore, mentre rimarrà uno spirito universale. Le definizioni del Concilio Lateranense V condannano il fatto che con ciò l’anima singola non si salva in modo personale.
c. Il Papa Anastasio II (496) condanna la dottrina del vescovo di Arles, secondo cui Dio non poteva generare un’anima col peccato, ma erano i genitori a procreare anima e corpo.
d. Il Concilio Vaticano II.
Abbandona il termine anima forma del corpo e parla di uomo a “immagine di Dio”. Infatti sua caratteristica specifica è che:
1. L’uomo è creato a immagine di Dio (Gen 1,26-27).
2. Selem (immagine) si riferisce ad una statua che ha la sembianza del padrone e quindi è come la presenza di dominio del padrone. (appartiene al padrone).
3. Demut (somiglianza), vedi la fotografia. Indica che c’è corrispondenza tra la copia e l’originale.
Nell’A.T. l’uomo ha il compito di rappresentare Dio e deve dominare su tutto il creato.
Nel N.T. l’immagine di Dio è Cristo. I testi del N.T.: Gc 3,9; 1Cor 11,7 si rimane comunque ancorati a Gv 1. Vari i testi Paolini.
Il Vaticano II così vuole salvare l’aspetto “corpo”. Nella Gaudium et Spes infatti si considera il dato fondamentale dell’unità dell’uomo, sottolineando che il corpo dell’uomo non è prigione o esilio, ma luogo della sua realizzazione e della sua libertà. Non è lecito perciò disprezzare la vita corporale ma considerare il proprio corpo buono e degno di onore appunto perché creato da Dio e destinato alla risurrezione nell’ultimo giorno (G.S. n°14)
L’uomo è visto come persona, questo termine deriva dalla riflessione teologica sulle persone divine. In greco persona: Prosopon = maschera (primi due sec. era cristiana) di un volto che serve all’altare quando interpreta la parte di un volto diverso dal suo. L’evoluzione di significato da volto umano a maschera di volto umano rivelò ben presto l’insufficienza di prosopon a esprimere la realtà della persona umana.
Quindi i Padri preferirono usare per indicare la persona il termine Ipostasis = che sta sotto (nel senso di supporto).
1. Boezio dice: “la persona è ogni individua di natura razionale.
2. La Mulierisi dignitatem 7 pone in rilievo la persona nel senso trinitario, nel senso di relazionalità con gli altri, nel rispetto reciproco e del singolo individuo. L’uomo infatti diventa persona a immagine e somiglianza di Dio anche attraverso la comunione rispettosa dell’individualità. Es. rapporto uomo-donna.
3. L’uomo perché questi creato ad immagine di Dio deve rispettare il piano salvifico di Dio. L’uomo infatti è creato da Dio. Perché questo universo diventi più umano: coscienza ecologica.
L’UOMO NELLA CONDIZIONE DI PECCATO.
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L’esperienza del male.
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Il mondo antico ha sempre asserito che l’uomo tende al male.
Epicureo disse: “se Dio dovesse esaudire tutte le richieste dell’uomo, il mondo sarebbe distrutto”.
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Per il cristianesimo all’origine della scelta del male c’è una volontà debole, la medicina è la grazia.
La tradizione della chiesa ha legato la rottura tra l’uomo e Dio alla dottrina del peccato originale nella sua doppia dimensione:
1. primo peccato commesso all’origine della storia.
2. peccato di base che causa ogni altro peccato, ci si rifà alla Dottrina del monogenismo la quale afferma che è avvenuta la trasmissione del peccato da una sola coppia: Adamo ed Eva, attraverso la generazione.
Oggi però questo non regge più perché il monogenismo, cioè la generazione da una sola coppia.
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Flick considera il primo peccato come il primo anello in una catena di peccati che ha causato la situazione attuale dell’umanità rendendo necessaria la redenzione di Cristo.
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Fondamento biblico del peccato originale.
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In Genesi e Profeti prima, riguardo al peccato troviamo la connessione tra padri e figli.
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Poi si sottolinea che solo il singolo è responsabile del suo peccato.
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Ma si aggiunge è pur sempre un’infezione che ci è trasmessa (solidarietà). Il legame tra singolo e ambiente è sia umano che fisico. Es. distruzione di Babele, fu distrutta dall’orgoglio. Iniziativa degli uomini che furono dispersi da Dio in tutto il mondo. Così il mondo impuro per fattori morali contaminava l’uomo.
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Concezione della morte.
1. In un primo momento, A.T. la morte è vista come realtà naturale che accomuna gli uomini perché c’è un tempo per nascere e un tempo per morire (Qo 3,1-2)
2. In un secondo momento diventa un modo per punire il peccato Morti violente. Da evento biologico alla morte come evento religioso.
È visto quindi come pena di morte o mancanza di salvezza derivante da una colpa dell’uomo. Adamo mangia il frutto ed esce dalla sfera vitale di salvezza, morte spirituale. La morte dei malvagi è allontanamento da Dio, è una punizione per i loro peccati.
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I testi espliciti sulla condizione peccatrice dell’uomo.
1. Primo testo: Genesi 2: racconto della caduta di Adamo ed Eva.
È un racconto eziologico, cioè che ricerca la causa.
Per i Teologi protestanti: solo un simbolo di ciò che accade ad ogni uomo nell’esercizio delle proprie responsabilità.
Per i Teologi cattolici: si vuole mettere in risalto la responsabilità dell’uomo che deve così riconoscersi colpevole e convertirsi a Dio.
2. Secondo testo: Rm 5,12-2,1 che ha avuto un peso determinante nella tradizione ecclesiale e nella storia del dogma del peccato originale.
È utilizzato per dimostrare l’universalità ed efficacia della redenzione di Cristo.
Parallelo tra Cristo e Adamo. Per mezzo di Cristo, la Grazia entra nel mondo, per mezzo di Adamo la morte entra nel mondo.
Paolo istituisce un parallelo tra:
a. L’opera di Adamo peccatore che stabilisce il regno del peccato e della morte.
b. L’opera di Cristo capo e causa dell’umanità riscattata che stabilisce il regno della Grazia e della vita.
Secondo Flick e Alszeghy ciò che l’uomo è oggi è ciò che è stato sempre. E la peccaminosità è insita nel cuore dell’uomo e non nell’opera di Dio.
Non si evince dalla Sacra Scrittura che la debolezza dell’uomo verso il peccato sia già peccato. Ne che si può affermare attraverso l’autorità biblica che il peccato fu un solo delitto commesso dal primo uomo, e poi tramandato all’umanità. Ne si può trovare nella scrittura come questo peccato si trasmette. Ma dal racconto della Genesi si può ricavare una verità sapienziale, cioè che l’esistenza di una peccaminosità universale è insita nel cuore dell’uomo e non nella creazione di Dio. Il peccato di Adamo è la proiezione all’indietro del peccato attuale. La nostra esperienza di peccato di sempre!
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S. Agostino dice: “a cominciare da Adamo tutti gli uomini ereditano il peccato originale che è trasmesso per generazione attraverso l’atto generativo. Merito di S. Agostino è aver sottolineato che c’è nella costituzione dell’uomo la realtà peccaminosa.
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Pelagio sottovaluta la realtà del peccato originale che è solo un cattivo esempio. Perché l’uomo nasce in uno stato di perfetto equilibrio, egli dice che con la nostra volontà possiamo rispettare la legge.
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Agostino però si oppose a Pelagio dicendo che:
a. Noi senza la Grazia di Cristo non possiamo farcela e si rifà a Rm 5,12.
b. A differenza di ciò che diceva Pelagio, il peccato mortale ha intaccato la nostra integrità e ciò si esplicava con la trasmissione del peccato (monogenismo). Lo scopo di S. Paolo in Rm è far vedere l’universalità della redenzione di Cristo, mentre S. Agostino si è soffermato sul peccato originale.
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Concilio di Trento afferma che:
a. La condizione esistenziale dell’uomo è cambiata in peggio a causa del suo atto libero, sia dal punto di vista materiale (malattie) che spirituale (peccato).
b. Il responsabile del cambiamento è l’uomo e non Dio.
c. La condizione di peccato si trasmette per generazione e appartiene a ciascuno come rpropria.
d. La Grazia di Cristo è data nel battesimo, libera l’uomo dal peccato originale, ma non dalla concupiscenza (inclinazione al male).
Punto centrale di Trento è che: L’uomo ha bisogno assoluto della salvezza che trova in Cristo Gesù.
Trento ha risposto sia:
a Lutero che asseriva che il peccato dell’uomo è continuazione di quello di Adamo ed Eva. Concupiscenza innata: che il battesimo non distrugge la concupiscenza e non cancella il peccato. Lutero concorda con Pelagio per la non necessità del pedobattesimo. Perché il bambino non ha la concupiscenza (Lutero), perché il peccato è solo un cattivo esempio (Pelagio). Secondo Pelagio il peccato di Adamo non avrebbe creato nessuna conseguenza all’umanità, se non che un esempio cattivo che l’uomo con le sue forze può salvarsi (ascetica forte) e che non vi era bisogno del battesimo nemmeno per i bambini.
A Pelagio che diceva, non c’è alcuna situazione previa al peccato.
Infine il Concilio di Trento dice che il peccato originale e mortale sono analoghi, ma non univoci, cioè lo stesso senso, stessa cosa, perché:
a. nel peccato originale non abbiamo la volontà.
b. nel peccato veniale non abbiamo la materia grave.
Da ciò, il peccato in assoluto è quello mortale: materia grave, pieno consenso, piena avvertenza.
Il peccato originale originante.
Inizio storico del peccato commesso dai progenitori.
Al primo peccato della storia(non è riferibile alla persona storica di Adamo, Adamo è solo una cifra), corrisponde il primo peccato.
Vi sono diverse interpretazioni:
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Il primo peccato della storia da solo costituisce il peccato originante.
Per Rahner il primo peccato è della cosiddetta “umanità originante” composta da uno o più individui. Questo inizio è il fondamento dell’intero processo della nuova serie. Non è un istante o l’inizio di una serie di istanti.
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Per altri il primo peccato è il peccato del mondo, cioè l’insieme delle azioni peccaminose commesse lungo la storia. non c’è, quindi, differenza tra il primo peccato e gli altri in questo insieme.
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Per Schoonenberg l’essenza del peccato originale consiste nell’impossibilità dell’uomo, senza la Grazia di Cristo di amare Dio ed evitare il peccato. Questa situazione esiste già nel bambino che può però cambiare da adulto.
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Per altri ancora ogni peccato è causato dall’altro peccato e si accumula come una palla di neve.
Ognuna di queste interpretazioni, non sono escludentesi a vicenda, ma aiuta a conglobare l’altra.
Il peccato originale originato: situazione di peccato in cui si trova l’umanoità. (Natura e realtà del peccato).
Il primo dato dell’esperienza di fede non è il peccato, ma la Grazia che Dio ha donato. Infatti il progetto di Dio all’inizio della storia umana è quello di rendere ogni uomo conforme all’immagine di Cristo. Per questo dall’uccisione di Cristo (peccato più grave) Dio ha tratto il bene di salvare. Infatti si sottolinea nella Fede della Chiesa Cattolica che il:
Concilio di Cartagine (418) ribadisce a Pelagio (combatte l’eresia di Pelagio):
- Adamo è morto perché doveva morire – la chiesa dice che Adamo muore perché commette la colpa, sarebbe morto, ma come Maria.
- La colpa di Adamo non ha nessuna conseguenza per la discendenza – per la chiesa tutta l’umanità è intaccata.
- I bambini non hanno bisogno del battesimo – per la chiesa i bambini ereditano il peccato originale e il battesimo=remissione.
- N°3049 che senza il peccato l’uomo non sarebbe morto, significa che il passaggio o non avrebbe avuto la stessa oscurità di adesso (vedi Maria Vergine).
- N°3050 che la chiesa sapeva che i bambini hanno bisogno della Grazia di Dio, perché ereditano il peccato originale e il battesimo = remissione.
Concilio di Oragne (529)
- n° 3052 contro Pelagio il quale affermava che con il peccato di Adamo solo il corpo è preda della corruzione, perché l’anima è illesa. La chiesa dice: l’uomo è cambiato in peggio nel corpo e nell’anima. Il peccato = morte.
- N°3053 la chiesa afferma che il peccato di Adamo nacque dalla discendenza.
Concilio di Trento (1546) il quale esaminò l’argomento. Infatti il:
- n°3055 fa una ripetizione di Orange.
- N°3056 sottolinea che il peccato di Adamo ha prodotto la morte e ha intaccato l’anima.
- N°3057 la chiesa ribadisce che il peccato si trasmette, il testo dice, per propagazione, ma nella traduzione italiana si dice per generazione, infatti Trento asserisce per generazione.
- N°3058 che i fanciulli appena nati devono essere battezzati.
Non possiamo capire il peccato senza capire la Grazia, senza capire Cristo.
Per Lutero solo la Grazia salva senza il proprio contributo, e la concupiscenza è il peccato originale che continua.
La chiesa risponde che la concupiscenza è la tendenza al male, non è in se stessa un peccato ma porta al peccato.
I santi ce l’avevano.
LA CREAZIONE E’ NUOVA CREAZIONE.
Ogni uomo è Cristo, si passa dalla creazione dell’uomo Adamo alla creazione dell’uomo Cristo.
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La grazia non è conseguenza del peccato. Perché:
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è l’autocomunicazione di Dio alla creatura umana capace però di comprendere la realtà di Dio.
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è un dono soprannaturale non connesso con la natura.
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la Trinità prende posto nella volontà e nell’intelligenza. Volontà e intelligenza sono le due realtà dell’anima umana. La fede, dono di Dio ci fa comprendere l’autorivelazione di Dio, perché la volontà dell’uomo è innalzata dalla Grazia.
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La fede dimora nell’intelligenza. La pienezza della Grazia e dell’amore di Dio si è pienamente rivelata in Gesù.
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La speranza dimora nella volontà
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La carità dimora nell’intelligenza.
A. La grazia nell’A.T.
Si può raggiungere in due categorie principali ed altre secondarie che descrivono indirettamente il rapporto di Dio con l’uomo, il suo atteggiamento gratuito che dona salvezza e vita:
1. Hen – Hannan: è un favore (trovare favore agli occhi di Dio)
2. Hesed: significato di fedeltà (che Dio si assume nei confronti dei suoi).
3. Rahamim= misericordia
. L’ELEZIONE che non è personale ma comunitaria. Il popolo di Israele.
. L’ALLEANZA che è concretizzazione storica dell’ELEZIONE che Dio stabilisce con Israele.
B. La Grazia nei sinottici.
È presentata nel Regno di Dio che regna.
Il nucleo centrale infatti della predicazione di Gesù è: “il Regno di Dio è giunto, convertitevi e credete al vangelo” Mc1,15. l’atto supremo dell’Alleanza è l’Eucaristia.
C. Per San Paolo.
La Grazia è Cristo stesso che il Padre dona per amore. Paolo dice ancora che la Grazia è ciò che giustifica l’uomo.
La giustificazione: Dio premia il giusto.
Paolo predica che l’uomo è giustificato solo in forza della fede in Gesù Cristo. Il credente diventa giusto mediante la fede per Grazia. “Abramo credette a Dio e ciò gli fu computato a giustificazione” Rm 4,3 Tutti possiamo essere giustificati.
D. Per San Giovanni:
La Grazia è espressa con vita e Agape=amore, che indicano che l’origine della vita e dell’amore è Dio stesso. Cristo porta la vita ed è la VITA. Una vita segnata dalla Grazia, dono ricevuto non può però non diventare dono donato, cioè carità.
Infatti la Grazia è la carità, cosa che è gratuita.
E. Per i Padri gli aspetti sono due:
1. Per gli Orientali:
L’aspetto ontologico. Dicono che la salvezza consiste nella partecipazione dell’uomo alla vita di Cristo e di Dio uno e trino, perché la partecipazione divinizza l’uomo, cioè lo rende simile a Dio. Infatti insistono sulla divinizzazione dell’uomo grazie a Dio e al suo amore.
L’uomo, così diventa partecipe della natura di Dio. Caratteristiche della divinizzazione sono:
- gratuità = Dio liberamente dona la vita divina all’uomo
- progressività e gradualità = piani piano lo Spirito Santo forma l’uomo secondo il modello che è Cristo.
- Dimensione salvifica = Dio si fa uomo per noi affinché noi diventiamo Dio in Lui.
Origene afferma che con Gesù la natura umana e quella divina hanno incominciato a intrecciarsi affinché la natura umana per la partecipazione alla divinità sia divinizzata non solo in Gesù, ma in tutti coloro che con la fede adottano il genere di vita insegnato da Gesù.
2. Per gli Occidentali.
Aspetto psicologico.
L’individuo consapevole della sua fragilità ma desideroso di giungere alla vera libertà interiore, cioè realizzare il suo ideale di Grazia, ha bisogno di aiuto. La Grazia è perciò la forza interiore che lo avvicina a Dio in Cristo nello Spirito Santo.
a. S. Agostino dice: c’è una necessità dell’uomo che per poter procedere nella retta via ha bisogno della Grazia di Dio, perché essa è un medicinale che risana le ferite della natura corrotta.
b. Pelagio dice: la nostra volontà è neutrale, intatta e non va nel bene, ne nel male. Quindi non c’è bisogno della Grazia di Dio. S. Agostino risponde citando Rm 5,12 che sottolinea come la Grazia di Cristo ha redento il peccato di Adamo e arriva al predestinazionismo. Perché dice: la Grazia è la volontà di Dio di salvare chi merita di essere salvato. Mentre in realtà siamo tutti meritevoli di dannazione. Quindi Dio con la Grazia salva chi vuole salvare.
c. Nel sud della Francia viene portata avanti la teoria che il primo passo lo facciamo noi, poi è opera tutta della Grazia di Dio e non dell’uomo. La chiesa però non accetta, afferma che il primo passo è da parte di Dio e non dell’uomo.
F. Dalla Scolastica alla teologia moderna e contemporanea.
a. La teologia scolastica: tre i periodi: prima scolastica fino al XIII sec.; grande scolastica XIII sec; tarda scolastica dal XIV sec in poi.
Il primo periodo. Prevale la posizione di S. Agostino: aspetto psicologico della Grazia-medicina.
Nel secondo periodo abbiamo:
- San Tommaso d’Aquino: aspetto ontologico. Serve la “Questiones disputatae” sulla predestinazione.
Cosa è la Grazia: egli dice: l’uomo è ordinato a Dio, capace di Dio, ed ha come fine ultimo Dio, ma per arrivarci ha bisogno della Grazia che lo elevi. La Grazia santificante è un habitus: cioè una qualità permanente dell’uomo.
L’uomo graziato partecipa alla filiazione divina perché Dio con la Grazia:
1. comunica se stesso;
2. invia lo Spirito Santo;
3. partecipa la sua vita.
Nel terzo periodo, tarda scolastica: riduce tutto a livello giuridico.
Es.: è proibita la bestemmia perché ciò che vuole Dio salda l’aspetto ontologico, perché in questo periodo si afferma il panteismo dei mistici tedeschi (Eckhart formato alla scuola di S. Tommaso il quale dice che Dio è presente nelle nostre anime da quando cominciamo a esistere, cresce con la carità e la rinuncia di se stesso. Per cui l’uomo non è figlio di Dio ma si identifica con Cristo. Questa dottrina fu respinta nel 1329 con una Bolla di Giovanni XXII. La corrente poi nominalista insiste sulla distinzione tra natura e soprannatura). Concependo l’uomo completamente autonomo e non veramente bisognoso di Grazia.
Duns Scoto capolista dice che la Grazia non da diritto alla beatitudine, perché ciò avvenga è necessaria una concessione libera e misericordiosa di Dio.
Ockam vero fondatore dice poi che non c’è rapporto diretto tra la Grazia e vita eterna, che Dio può decidere di salvare chi è nel peccato e di dannare chi è nella Grazia. Dio non deve nulla a nessuno.
Agostinismo oltranzista poi dei teologi dell’ordine Agostiniano afferma una distinzione di autentica libertà di arbitrio. Il peccato originale viene identificato con la concupiscenza e stato di colpa, quindi con lo stato di inquietudine e lo stato di Grazia con lo Spirito di tranquillità spirituale.
G. La Riforma.
Per Lutero l’unica Grazia è la giustificazione del peccatore.
Punti salienti sono:
a. Dopo la colpa di Adamo la natura umana è stata intrinsecamente corrotta, quindi non capace di essere curata nemmeno da Dio stesso.
b. La concupiscenza è il segno del peccato che rimane, l’arbitrio dell’uomo, è schiavo e non libero.
Egli paragona la volontà dell’uomo a un giumento: quando Dio lo cavalca va dove vuole Dio, ma quando lo cavalca satana va dove questi vuole che vada.
Libero l’uomo lo è solo nelle scelte sociali-economiche:
c. non c’è trasformazione interiore nell’uomo (essendo radicalmente corrotto);
d. l’uomo è peccatore, ma per la Grazia di Dio è considerato giusto;
e. l’unica fonte per la salvezza è la fede sfiduciale, cioè lo sforzo psicologico dell’uomo ad avere fiducia in Dio perché è Dio che mi salva.
f. Il primato della Parola, perché essa rende possibile la fede in Cristo.
IL CONCILIO DI TRENTO.
Vedi fede della chiesa cattolica. Ribadisce che:
- n°8056: da Adamo per propagazione, cioè nasciamo dalla discendenza del seme di Adamo, non generazione, si riceve il peccato originale.
- N°8057: importante è il lavacro di rigenerazione, cioè il battesimo.
- N°8075: importante è il Sacramento della penitenza, che consiste non solo nella detestazione del peccato, ma anche nella confessione sacramentale.
SOTTO L’INFLUSSO DELLA GRAZIA L’UOMO E’ SOGGIOGATO?
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Baio dice: soltanto l’uomo nella condizione paradisiaca era libero di fronte alla Grazia. Col peccato però l’uomo è diventato schiavo e può recuperare questa libertà solo con la Grazia di un Dio che si impone a prescindere della libertà umana.
La chiesa risponde che se la natura umana è cavalcata dal diavolo la stessa consistenza della natura umana è diretta al male.
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Controversia “Deauxiliis”
a. I domenicani dicono: la grazia è efficace e piega la volontà umana.
b. I Gesuiti dicono: l’uomo è libero di scegliere o no le grazia.
c. Giansenio inizia una forma di rigorismo esagerato, dice: Gesù è morto solo per quei pochi che volle salvare.
- n°8053: si sottolinea l’aspetto cooperazionale dell’uomo che per Lutero non c’è.
- N°8059: la fede nasce dall’ascolto;
- N°8060: bisogna aver timore del Signore;
- N°8061: la giustificazione è ricreazione. Rinnovamento interiore attraverso l’accettazione volontaria della grazia e dei doni.
- N°8063: le tre virtù teologali sono doni dello Spirito Santo non connaturati all’uomo.
- N°8065: la fede è il fondamento e la radice di ogni giustificazione.
- N°8066: non è il fatto che io creda fermamente che mi fa rimettere i peccati.
- N°8067: non bisogna aver nessun dubbio di essere in Grazia di Dio moralmente, ma nemmeno la certezza assoluta.
- N°8069: nessuno per quanto giustificato deve ritenersi libero dell’osservanza dei comandamenti.
- N°8072: il bene a cui si aspira è Dio stesso, ma non bisogna pensare nel bene eterno per compiere le opere buone.
- N°8074: importante è il dono della perseveranza. Perché nessuno pensi di farcela da solo.
IL PROBLEMA DEL SOPRANNATURALE (anni 30)
È legato al vedere qual è il rapporto tra:
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La natura
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La soprannatura.
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Prima posizione: la soprannatura è anteposta alla natura.
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Seconda posizione: la natura umana esige la Grazia.
La chiesa ha mitigato le due posizioni affermando che la vita di Grazia è vita di comunione con Cristo e con la Trinità, in maniera continua.
La cosa principale è rimanere in Lui (Vaticano II).